L’APT dI Fiemme fa il bis

Nel 2014 la Val di Fiemme aveva vinto il primo concorso con il video “Noi crediamo alle favole”, ed è stata nuovamente premiata, durante il Trento Film Festival di Bolzano, con il video “Oggi dirigo io”, giudicato dalla giuria quello con l’idea più avvincente. In giuria autorevoli esperti, come Lorenzo Hendel, noto regista televisivo e documentarista, Roberto De Martin, presidente del Trento Film Festival, e Roberto Magurano, caporedattore del Corriere dell’Alto Adige. Ispirato alla Sinfonia n° 2 “Under the trees’ voices”, che Ezio Bosso ha composto per gli alberi della musica della Val di Fiemme, il video “Oggi dirigo io” racconta il fantasioso virtuosismo di un piccolo esploratore che resta inebriato dai suoni della foresta di abeti. È la storia di un bambino, interpretato da Marco Varesco, che si inoltra nel bosco. I genitori, Elisabetta Rossi e Adriano Varesco, lo seguono incuriositi. “Tac tac tac”, un suono improvviso accende la fantasia del giovane esploratore. Sono i colpi di un picchio, ma sembrano i colpi della bacchetta di un direttore d’orchestra. In un attimo il bimbo, sale su un ceppo, sistema il colletto e con un legnetto inizia a dirigere una sinfonia immaginaria, fra i suoni di una Foresta dei Violini abitata da curiosi animali. I genitori lo sorprendono rapito dall’estasi, al centro di una radura circondata da abeti. Al termine dell’esecuzione esplode un applauso scrosciante, quello di mamma, papà e di un chiassoso ruscello che attraversa il prato. Il video, girato da Graziano Bosin e Manuel Morandini della Digital Dolomiti di Predazzo, si è avvalso dei contributi filmati di Silvano Del Marco, videomaker naturalistico. L’idea è nata nell’Ufficio Comunicazione dell’Apt. Federica Cerri, responsabile di tutte le immagini (video e fotografiche) che promuovono la Val di Fiemme, ha organizzato un brainstorming con le colleghe Anna Vanzo e Beatrice Calamari e con l’artista Marco Nones. Proprio quest’ultimo ha suggerito il fantasioso concerto fra gli abeti della musica. L’intento dell’Apt era proprio quello di focalizzare l’attenzione sulle Foreste dei Violini di Fiemme, con un racconto che permettesse a qualsiasi famiglia di identificarsi.

Per vedere il video: https://www.youtube.com/watch?v=bsAmIjSAdpY

 

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In Fiemme e Fassa la fede non è in crisi

Anche la Chiesa è in crisi e non è certo una novità: diminuiscono matrimoni e battesimi, tramontano le vocazioni. L’ultimo Rapporto sulla secolarizzazione in Italia che prende in considerazione vent’anni, dal 1991 al 2011, rileva il crollo del numero complessivo di sacerdoti, frati e suore che nel ventennio esaminato sono passati da 57.274 a 48.333 (i religiosi da 5.000 a 3.392 e le religiose da 125.800 a 89.299). Una riduzione difficile da arginare con le nuove ordinazioni, appena 408 nel 2011, anche tenendo conto del reclutamento di clero straniero e della possibile apertura a scelte epocali, come l’abolizione del celibato per riavvicinare i giovani al sacerdozio. I bambini battezzati, poi, sono passati dagli oltre 515mila del 1991 ai 420.553 del 2011. In calo anche prime comunioni e cresime nonché i matrimoni religiosi che nel 2011 sono anche stati superati nel Nord Italia, per la prima volta nella storia, da quelli civili (51,7% del totale).  

Le nostre valli non si allineano alla tendenza nazionale: i Sacramenti non accusano grandi contrazioni, tengono battesimi, prime comunioni e cresime e anche il matrimonio in Chiesa resiste. È il numero delle vocazioni, invece, che si riduce anche da noi evidenziando il grande cambiamento di rotta rispetto al passato. È interessante, infatti, il confronto dei dati attuali riportati nell’Annuario Diocesano per l’anno 2015 (Editrice Vita Trentina) con quelli del periodo che va dal 1930 al 1960, durante il quale molti giovani fiemmesi e fassani, sono andati ad alimentare le fila dei presbiteri.

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A Trento 20 anni di teatro con mamma e papà
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Due distinte rassegne – «Anch’io a teatro con mamma e papà» e «Scappo a teatro» – per un totale di diciotto spettacoli con ventotto rappresentazioni complessive di cui venticinque sul palcoscenico del Teatro Cuminetti e tre al Teatro Sambàpolis. E inoltre laboratori, incontri e un calendario di iniziative che mirano a portare l’attenzione dei bambini e delle loro famiglie sul tema della salvaguardia dei diritti dell’infanzia

Aprirà il cartellone della rassegna «Anch’io a teatro con mamma e papà» Un topo, due topi, tre topi…. un treno per Hamelin di “Accademia perduta/Romagna Teatri”, la compagnia che inaugurò la rassegna alla sua prima edizione nel 1995. Seguirà “Stilema uno Teatro” con lo storico spettacolo Tanti auguri, un felice gioco teatrale sul tema dei desideri e dei bisogni dei bambini, al quale faranno seguito Voglio la luna del “Teatro pirata” e il famoso “Con la bambola in tasca” del “Teatro delle Briciole”, che ha segnato la scena internazionale del teatro per ragazzi. Accanto a questi spettacoli storici altre quattro novità che porteranno in scena fiabe come La bella addormentata e temi legati alla natura, alla nascita, alla crescita e all’amore nelle diverse età della vita. Una rassegna con spettacoli molto diversi tra loro, dove i piccoli spettatori non mancheranno di stupirsi e stupire gli adulti che li accompagnano con le loro emozioni e le loro parole.

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Al lavoro la commissione per la pianificazione territoriale e per il paesaggio

La nuova Commissione per la pianificazione territoriale e il paesaggio della Comunità Territoriale della Valle di Fiemme è pronta per iniziare a lavorare. È di pochi giorni fa, infatti, la delibera che nomina i membri dell’organo che ha funzioni tecnico-consultive e autorizzative. A presiederla sarà Giovanni Zanon, presidente del Comitato esecutivo della Comunità. La legge prevede poi da tre a cinque elementi scelti fra esperti in materia di pianificazione territoriale e di tutela del paesaggio, di cui uno può essere nominato tra i dipendenti della Comunità e almeno due devono essere iscritti a Ordini o Collegi professionali. Sono state 23 le candidature di professionisti presentate dopo la pubblicazione dell’avviso di apertura della selezione. Il Comitato esecutivo dell’ente, sulla base dei curricula presentati, ha ritenuto di nominare membri della Commissione l’architetto Mario Agostini, scelto per la sua specifica competenza in materia di pianificazione urbanistica e del paesaggio, e il forestale Marcello Mazzucchi, profondo conoscitore del territorio della valle di Fiemme, che, pur non potendo recepire nessun compenso perché già in pensione, si è comunque reso disponibile a svolgere l’incarico a titolo gratuito. Nominato, inoltre, Giuliano Guadagnini, funzionario dipendente della Comunità, esperto urbanista con lunga esperienza come componente delle precedenti commissioni, e quale membro supplente Ezio Varesco, responsabile dell’Ufficio tecnico dell’ente. È parte della Commissione anche Elisabetta Miorelli, architetta designata membro esperto dalla Giunta provinciale, mentre l’architetta Alessia Ruggeri, del Servizio Urbanistica e Tutela del Paesaggio della Provincia, è stata nominata membro supplente. La geometra Daniela Voltolini, dipendente provinciale, è stata messa di disposizione della Comunità in forma gratuita e a tempo parziale con le funzioni di segretaria della Commissione. La neo nominata Commissione lavorerà in base a quanto stabilito dalla legge urbanistica provinciale approvata lo scorso agosto.

 

 

 

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E' arrivato il numero di ottobre de l'Avisio!

Eccolo! E’ arrivato in anteprima per i lettori del nostro blog, il nuovissimo numero de l’Avisio che è in stampa in queste ore. Qusto numero è ricco di notizie e comprende anche lo Speciale Abitare. Per scaricare il comodo PDF, non dovrete far altro che cliccare sulla scritta “Download” che trovate sotto la copertina nella colonna qui a destra. Attendiamo i vostri commenti. Buona lettura!

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Legittimo orgoglio in Fiemme

Se è pur vero che i Campionati Mondiali di skiroll non sono al primo posto nell’interesse degli sportivi, vi è comunque da ricordare che sempre di Mondiali si tratta e che quindi l’aver ospitato un avvenimento di questa portata è motivo di legittimo orgoglio per tutta la valle di Fiemme. i quattro giorni iridati sono andati per il meglio, così come l’organizzazione, (che ha avuto dalla sua anche il bel tempo) ed ha mantenuto standard elevati. Anche la parte agonistica, (dove gli azzurri hanno ben figurato così come anche i nostri atleti di casa), ha mantenuto le promesse della vigilia. Per vedere o rivedere l’intera manifestazione, vi informiamo che tutte le gare di questi Campionati del Mondo di Skiroll saranno trasmesse mercoledì 30 settembre, a partire dalle 15, su Rai Sport 1, oltre che sulle internazionali Eurosport, NRK (Norvegia) e SVT (Svezia).

Prossimo appuntamento da segnare in agenda quello del 9 e 10 gennaio 2016 in Val di Fiemme, quando il FIS Tour de Ski celebrerà il decennale. Info: www.fiemmeworldcup.com

N.B. La nostra rivista l’Avisio, realizzerà un numero dedicato interamente agli sport di Fiemme e Fassa. Lo farà per festeggiare i suoi 20 anni di vita e raccontare così la più grande passione delle nostre Valli, lo sport. Questo numero, da collezione, sarà in distribuzione verso la fine di novembre.

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Alla ricerca di idee per i giovani

Quattro tematiche sulle quali costruire progetti e iniziative. Quattro aree di interesse approvate dal Tavolo delle Politiche Giovanili della Valle Fiemme e ritenute prioritarie per lo sviluppo di percorsi utili alla crescita e alla formazione, umana e professionale, della fascia d’età 14-29 anni. Gli assi individuati sono lavoro, imprenditoria giovanile e tirocini professionali, in un’ottica che non veda l’impiego esclusivamente come fonte di reddito ma anche come occasione di crescita personale; fiducia in sé stessi e negli altri per rimettere in gioco ragazzi con difficoltà, anche lievi, che faticano ad inserirsi nella società per mancanza di autostima; volontariato e servizio civile per favorire la crescita di uno spirito comunitario tra i giovani in collaborazione con le associazioni attive sul territorio; integrazione culturale e sociale, come conoscenza di ciò che è diverso, tema di stretta attualità; cittadinanza attiva per la promozione della partecipazione giovanile alla vita comunitaria. Su questi quattro assi potranno essere presentate idee di progetti da realizzare nel corso del prossimo anno. Le proposte ritenute dal Tavolo delle Politiche Giovanili più interessanti entreranno a far parte del Piano Giovani di Fiemme 2016 e finanziati fino al 90%. Le schede di progetto dovranno essere presentate entro le ore 12 di lunedì 12 ottobre, via e-maiI (pgzvaldifiemme@live.it), via fax (0462.241322) o direttamente nella sede della Comunità di Valle a Cavalese. Per chiarimenti e informazioni più dettagliate è possibile contattare la referente tecnico-organizzativo del Piano, Marta Luchini, che da poche settimane ha a disposizione, al piano terra della sede della Comunità di Valle, un ufficio riservato al Piano Giovani e al Progetto Family.

 

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Arrivano i profughi
Men from Bangladesh, who used to work in Libya and fled the unrest in the country, wait in line for food in a refugee camp at the Tunisia-Libyan border, in Ras Ajdir, Tunisia, Monday, March 7, 2011. The 20,000-capacity transit camp for thousands of migrant workers who have fled the fighting in Libya in the past two weeks is about seven kilometers (four miles) from the Libyan border and is expanding with each day of crisis in Libya. (AP Photo/Lefteris Pitarakis)

Un sistema di accoglienza gestito direttamente dalla Provincia che chiede la collaborazione dei Comuni e delle Comunità di Valle per giungere a una redistribuzione equa sul territorio in modo da evitare concentrazioni troppo elevate e facilitare l’integrazione e l’accettazione sociale. È quanto spiegato dall’assessore provinciale Luca Zeni che ha incontrato a Cavalese gli amministratori di Fiemme per fare il punto sull’arrivo anche in valle di un gruppo di profughi. Presente il Comitato esecutivo della Comunità Territoriale di Valle e sindaci e assessori dei Comuni fiemmesi ai quali Zeni ha illustrato il sistema trentino di accoglienza straordinaria delle persone soccorse in mare richiedenti protezione internazionale, inviate dal Ministero dell’Interno. La quota assegnata alla Provincia è di circa 900 profughi (pari allo 0,9% delle persone accolte in Italia, distribuite sul territorio nazionale in proporzione agli abitanti). Alla valle di Fiemme spetterebbero, in base a un calcolo che prevede all’incirca 2 profughi ogni 1000 abitanti 37 persone, da accogliere su più Comuni. Se nel resto d’Italia i richiedenti asilo vengono ospitati in caserme o alberghi, il Trentino ha, infatti, scelto la strada dei piccoli numeri, come ha spiegato Zeni: “Gruppi ridotti, ospitati in appartamenti, sono più facilmente accettati dalla popolazione, con una conseguente maggior integrazione. Chiediamo la collaborazione degli enti pubblici come facilitatori e come mediatori nel caso di eventuali disponibilità di alloggi privati, che verrebbero affittati dalla Provincia (che farebbe anche da garante), e delle associazioni presenti sul territorio. È, infatti, importante coinvolgere i richiedenti asilo nella vita della comunità, attraverso lavori socialmente utili, progetti di volontariato e di conoscenza reciproca”. Un sistema, quindi, che punta a un’accoglienza e a una accettazione sociale dei richiedenti asilo attraverso la conoscenza e il coinvolgimento dei profughi, che in previsione resteranno in valle per un paio d’anni. Questi infatti i tempi per ottenere una risposta alla richiesta d’asilo e per un eventuale ricorso: “Questo tipo di accoglienza permette anche di gettare le basi per il futuro, quando verranno o meno accolte le domande per lo status di rifugiato o per la protezione sussidiario o umanitaria, assegnati nel 40% dei casi e rigettati nel 60%. Le maggior parte delle domande respinte sono di migranti economici, partiti non a causa di guerre o persecuzioni ma per fuggire alla miseria. Per chi tra loro dimostrerà buona volontà, capacità di integrazione e serietà, si potranno aprire sbocchi professionali, e quindi opportunità di ottenere il permesso di soggiorno, anche in caso di risposta negativa alla domanda di asilo”. Zeni ha quindi chiarito alcune notizie false che circolano sull’argomento, spiegando soprattutto che ogni profugo costa circa 30 euro al giorno, soldi provenienti non dal bilancio provinciale ma da fondi vincolati statali ed europei che non potrebbero essere utilizzati ad altri fini e che servono a gestire l’intera accoglienza. Ai migranti vanno 2,50 euro al giorno. Altro tema su cui Zeni ha cercato di fare chiarezza è quello della sicurezza e dell’ordine pubblico, invitando a non confondere richiedenti asilo con clandestini e mettendo in chiaro che fino ad ora sono stati soltanto un paio i reati commessi dalle persone ospitate (1660 gli arrivi in Trentino dal marzo 2014).

                         

 

 

 

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Per l’hockey Fassa è l’anno zero

All’alba della nuova stagione 2015/16 il massimo campionato di hockey su ghiaccio, in sede di pronostico, appare particolarmente equilibrato dal punto di vista tecnico. Tutte le formazioni si sono rinforzate con oculatezza sul mercato italiano ed estero anche se, rispetto allo scorso anno, sono scese da dodici a otto per effetto della evidente crisi finanziaria che in ambito sportivo ha colpito con maggiore forza discipline di nicchia come l’hockey. Le squadre che intendono proporsi al ruolo di protagoniste, o di confermarsi ai vertici, sono più di una. Tra le aspiranti a “far bene” c’è anche il Fassa. Dopo gli ultimi campionati, disputati tra evidenti difficoltà economiche, il sodalizio in primavera ha attuato un programma di rilancio. Ha cambiato nome, logo e divisa avviando un lavoro di maquillage. Ora l’HC Fassa si chiama “Fassa Falcons Ice Hockey” e nel nuovo logo al posto della storica aquila si vede un falco dalle penne che sfumano nei colori della bandiera ladina ideato da un designer argentino, che ha creato anche i marchi di alcune squadre nordamericane. In buona sostanza si tratta di un progetto di rilancio dell’hockey fassano, che prevede azioni incisive su visibilità, brand, management, comunicazione e sponsor. Un piano dall’esecuzione sinergica e rapida per aumentare l’appetibilità nel mercato degli investitori. Il Presidente Roberto Ongari dice: «Per noi è l’anno zero. Ci siamo posti un obiettivo importante ma necessario per uscire dallo stallo in cui ci siamo trovati dopo stagioni deludenti, compresa l’ultima finita anzitempo ai pre-playoff. Siamo diventati i “Fassa Falcons” anche per onorare un gruppo che vanta sessant’anni di storia e ha combattuto per mantenere la squadra ai massimi livelli». Si tratta di un programma ambizioso, che nelle intenzioni prevede il tentativo di scalata alla conquista dello scudetto nella stagione 2017/18, dopo aver centrato il terzo posto in questo campionato e il secondo nel prossimo. Di certo un bel progetto, che dovrà essere supportato da un main sponsor di peso e prestigio, contando pure sul sostegno delle forze economiche locali e valligiane.

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Autonomia? Tra Trento e Bolzano identità di vedute

Partecipare ad un dibattito tra il presidente della provincia di Bolzano e quello della provincia di Trento,( della durata di quasi tre ore), può sembrare un atto di vero masochismo. Se poi il faccia a faccia prevede la liturgia per la quale Arno Kompatscher parla in tedesco e Ugo Rossi lo fa in italiano,( entrambi con traduzione simultanea), l’impresa di non abbioccarsi può sembrare impossibile. Inoltre, se il dialogo si sviluppa senza frizioni ne effetti speciali, tre ore possono sembrare una vita. In realtà l’incontro che si è svolto, poche ore fa, presso l’aula magna della libera Università di Bolzano, ha permesso ai giornalisti presenti, di conoscere compiutamente, il pensiero dei due Presidenti senza troppo annoiarsi. Il tema era il futuro dell’autonomia e quindi, dopo un breve excursus storico, si entrati nel vivo di quello che oggi viene definito un attacco alle nostre specificità istituzionali. Poiché l’incontro era stato organizzato dall’ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige, (nell’ambito della formazione continua a cui è sottoposta anche la nostra categoria), i due interlocutori hanno cercato, almeno all’inizio del faccia a faccia, di mantenere un basso profilo. Quando però Arno Kompatscher ha dichiarato che è solo con azioni coordinate tra le due Province  e con una stretta e costante collaborazione che si può vincere questa battaglia, l’incontro è decollato. Ugo Rossi ha colto l’assist dichiarandosi assolutamente d’accordo con le parole del presidente della provincia di Bolzano. “Dobbiamo”, ha detto, “trovare nei nostri concittadini la consapevolezza del valore dell’autonomia, ma dobbiamo anche operare nelle istituzioni nazionali e in quelle internazionali perché si comprenda che, a parte qualche distorsione che dobbiamo sistemare, il nostro amministrare è un buon amministrare. Non dobbiamo abbassare l’asticella delle nostre conquiste, ma cercare che si alzi quella di altre regioni che possono benissimo essere esse stesse un modello virtuoso”. Molti I temi in comune fra le due Province, ha evidenziato Kompatscher, dall’università ai trasporti ad un progetto maggiormente condiviso sulle Dolomiti, ma anche la necessità di una svolta dell’istituzione regionale che  deve essere riempita di contenuti  perché non sia solamente una struttura burocratico- amministrativa. Non è mancata l’autocritica quando il presidente della provincia di Trento ha dichiarato Bolzano più attenta su alcuni temi. Rossi ha anche posto un quesito sull’autonomia all’interno della provincia di Trento chiedendosi se la nostra specificità abbia creato sufficiente autonomia anche all’interno nella nostra società.  Ma al di là  dei tanti temi trattati ciò che è apparso più evidente, nell’incontro di Bolzano è stata la volontà, da ambo le parti, di trovare I punti in comune e di smussare le eventuali inevitabili differenze di vedute. “Ma come farete a trovare l’accordo con il PD Trentino che fa parte del partito di Renzi e che governa con voi a Trento”? La risposta sorridente di Rossi è stata che esistono più partiti democratici e che quello trentino sicuramente sosterrà le istanze dell’autonomia. Infine una curiosità che riguarda gli incontri che i due Presidenti hanno avuto con il premier. “Matteo Renzi ci considera dei furbacchioni” è stato detto sorridendo sempre da Rossi, “ma ad oggi quanto promesso dal premier al Trentino Alto Adige è stato mantenuto. E questo è ciò che conta”.

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