auto da sogno al Ponte

E’ il terzo anno consecutivo che arrivano dalla Germania. Si sono conosciuti attraverso un forum in Rete e viaggiano insieme per visitare in lungo ed in largo le Dolomiti. Ciò che rende unico questo gruppo di “amici” è che posseggono tutti una mitica Corvette e la sfoggiano per una settimana sulle nostre strade. Il punto di incontro è l’albergo al Ponte di Aldino. Nel parcheggio, ben visibile, dalla statale è possibile ammirare la grazia di queste splendide vetture. Durante l’estate non è raro vedere automobili, anche d’epoca, attraversare i nostri paesi per salire poi sui passi Dolomitici. E’ un turismo ovviamente danaroso questo, una tipologia di ospite che apprezza la bellezza dei nostro territorio e che sceglie di visitarlo su autovetture uniche, un po’ per fare gruppo ma anche per il piacere di essere ammirato.

Foto di Luisa Rossignoli

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Una mano santa

Archiviata l’estate 2015. È innegabile che sia stata una stagione da record sia per il caldo che per le presenze turistiche. Un nostro amico commerciante ci ha detto “ il paese, verso sera, sembrava Riccione, vuoi per la vita del centro che per il numero impressionante dei passeggiatori che lo animavano”. Ha però anche aggiunto: “ Sono abituato a guardare le borse con gli acquisti e purtroppo erano ancora piuttosto rare. Considero molto positiva la nuova vivibilità dei nostri centri storici ma i turisti hanno, comprensibilmente, una capacità di spesa limitata e quindi, seppur in condizioni ottimali per lo shopping hanno il braccino corto”. Per fortuna ci sono alcune categorie che hanno beneficiato del boom. I pubblici esercenti che si sono dati da fare con una innovazione dell’offerta, alberghi, impiantisti ecc. hanno finalmente interrotto la serie negativa. Un po’ di sano ottimismo verso il futuro è merce rara e va coccolata. Certo, alcune categorie non hanno ancora avuto vantaggi diretti di questo inversione di rotta vuoi per le merceologia che rappresentano ma anche perché le loro attività non hanno un diretto contatto con il turismo e quindi devono aspettare i tempi di reazione del mercato che sono per loro più dilatati. Oggi si respira un clima meno ansiogeno ma, come ci ha confidato il nostro amico commerciante: “ teniamo ben stretto in testa il nostro elmetto perché la guerra non è vinta e per ora l’obiettivo continua ad essere quello di resistere”.

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Speriamo si ripopolino i nostri campi da tennis

C’è stato un tempo in cui i nostri campi da tennis erano pieni di vivacità agonistica. Sfide epiche tra i campioni di casa nostra. Come non ricordare quando scendeva in campo Ezio Damolin o  Rolando Delugan, solo per citare due tra i nomi più rappresentativi del tennis valligiano. Allora, si seguivano gli incontri dei tornei di casa nostra con una partecipazione degna del pathos che si può vivere anche oggi al centrale del Foro Italico a Roma, durante gli Internazionali d’Italia. Erano anche i tempi in cui i tennisti italiani davano spettacolo in tutto il mondo e Panatta, Barazzutti e Bertolucci trascinavano il movimento sulla terra rossa. A seguito di quell’enorme onda emotiva, anche in Fiemme e Fassa si sono via, via, moltiplicati i campi da tennis, prima in terra e poi in sintetico. Un numero spropositato di strutture che, negli anni, si sono rivelate inversamente proporzionali  rispetto al numero dei praticanti che continuavano a diminuire. Oggi il tennis ha ripreso un po’ di appeal, anche se molti campi rimangono desolatamente vuoti. L’incredibile finale degli Us Open Tra la Pennetta e la Vinci sta galvanizzando il tennis nazionale ed è  auspicabile che, anche da noi, molti tolgano la racchetta dalla naftalina per rilanciarsi in nuove sfide. A fianco dei vecchi combattenti speriamo anche in una nuova ondata di ragazzi e ragazze che, stimolati dalle gesta delle nostre due pugliesi, imbraccino la racchetta e comincino a rivitalizzare i nostri campi da gioco. In questo caso non ci mancheranno di certo le strutture per giocare tutti, anche contemporaneamente.

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Un rombo sale sul Manghen

L’accelerazione è prepotente. Il rombo dei motori è impressionante ed è ciò che rimane maggiormente impresso in tutti coloro che hanno assistito alla prova speciale del Manghen di ieri, uno dei momenti più spettacolari anche in questa trentacinquesima edizione del rally di S. Martino. Anche quest’anno i piloti di casa hanno dato spettacolo. Nella foto la Porsche “ la Sportiva” in piena azione.

Foto di Nicolò Brigadoi Calamari

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Un fine settimana di baldoria

Dall’11 al 13 settembre 2015, Cavalese festeggia il rientro in paese delle capre dall’alpeggio estivo.

Già da venerdì 11 settembre, alle 9.00, la Pre-Desmontegada invita a una divertente “Pedalata golosa”. Alle 17.30, ”Magnifico Aperitivo” di Stefano Tait, uno stuzzicante “apericena”, con finger food, nel Palazzo della Magnifica Comunità.

Sabato 12 settembre è proposta un’immersione totale nella vita di una malga con l’appuntamento #ALBEINMALGA a Malga Sadole (Ziano di Fiemme). Intanto, in paese, dalle 15.00 fino alle 18.30, il divertente tour a piedi “Entorno par Cavales” accompagna negli angoli più suggestivi del paese, con visite guidate che invitano a scoprire il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, il Giardino dei Frati Francescani, il laboratorio di liuteria e le botteghe della tradizione artigianale e gastronomica. Seguono dalle 18.30, un “Aperitivo Alpino” e la “Polenta Biota” del Ristorante La Stüa, in piazza Dante. Poi, sempre in Piazza Dante, musica folk per ballare con la musica dei Burggräfler Buam.

Domenica 13 settembre, già dalla mattina, il paese si prepara ad accogliere le caprette, allestendo stand gastronomici, concerti, feste danzanti, sfilate di carri, una simpatica sfilata con i Bovari del Bernese, dimostrazioni dei lavori di un tempo e personaggi della tradizione locale, nonché il “Mercato de La Desmontegada”, ma anche visite a caseifici, stalle e malghe.

I bambini partecipano ai “Laboratori per piccoli pasticcioni” con il maestro pasticcere della Bottega Le Cose Buone di Paolo (ore 11.00, 12.00, 13.00). Alle 14.30 la folla si accalca per acclamare le capre con le  loro bizzarre decorazioni floreali. Quindi, viene eletta la capra più bella. La festa continua, in Piazza Dante, con la musica dei Pazedins.

Nei ristoranti si affacciano menù chilometro zero con “I Magnifici Prodotti di Fiemme”: speck, lucaniche, ricotte, formaggi caprini o formaggi vaccini come il “Puzzone” del Caseificio Sociale di Predazzo e Moena e l’ottimo “Formae Val Fiemme” del Caseificio Sociale di Cavalese, noto per i suoi alti valori proteici e la sua ricchezza di calcio e fosforo.

Queste prelibatezze, fiore all’occhiello della “Strada dei Formaggi delle Dolomiti”, sono promossi e proposti dal club “Tradizione e Gusto” della Val di Fiemme che avvicina, grazie a un percorso di condivisione di esperienze, caseifici, malghe, piccoli alberghi di charme, bed and breakfast, agritur, ristoranti, osterie, artigiani, apicoltori e produttori locali di salumi, speck, mieli, marmellate, tisane, grappe, Birra di Fiemme e cosmetici naturali.

Foto di Federico Modica

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Fiemme fa il bis: un'altra domenica senz'auto

Dopo l’evento del 31 maggio, Fiemme Senz’auto torna domenica 27 settembre con un’edizione speciale in occasione della finale dei Campionati del Mondo Fis di Skiroll. L’iniziativa prevede la chiusura della strada Statale delle Dolomiti dalle 9.00 alle 17.00, per permettere a pedoni e ciclisti di passare una giornata in festa all’aria aperta. Come vuole la tradizione di questa giornata “green” nata nel 2009, i Comuni di Molina, Cavalese, Tesero, Panchià, Ziano e Predazzo offrono degustazioni e stand espositivi, fra giochi e musica dal vivo.

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Quattro giorni di skiroll mondiale in Fiemme

Dal 24 al 27 settembre la Val di Fiemme ospiterà i campionati del mondo Fis di skiroll. Tutte le gare termineranno a Molina e le cerimonie di premiazione si terranno a Tesero. Le finali si svolgeranno in concomitanza con la giornata “Fiemme senz’auto”. Gli spettatori possono disporsi nelle vie dei paesi o posizionarsi lungo la Statale 48 delle Dolomiti che resta chiusa al traffico dalle 9.00 alle 17.00. Durante le finali ci sarà anche una gara aperta agli amatori dello skiroll che partirà da Molina.

PROGRAMMA DEI CAMPIONATI DEL MONDO FIS SKIROLL 2015

Giovedì 24 settembre – Ziano di Fiemme e Bellamonte
ore 14.00  Gara in Salita Tecnica Classica – Donne/Uomini Junior/Senior partenza a cronometro – 10,4 km (Ziano-Bellamonte)
ore 21.00  Cerimonia di Apertura a Ziano di Fiemme

Venerdì 25 settembre – Ziano di Fiemme
ore 17.00 
Sprint Tecnica Libera – Donne/Uomini Junior/Senior – 0,2 km (Ziano)
ore 22.15 Cerimonia di Premiazione (Ziano)

Sabato 26 settembre – Ziano di Fiemme
ore 14.00 Team Sprint Tecnica Libera – Donne/Uomini Junior/Senior – 2,4 km (Ziano)
dalle 19.00 Septemberfest al Tendone delle feste di Ziano

Domenica 27 settembre – Molina di Fiemme, Bellamonte, Ziano di Fiemme
dalle 9.00 
inizio Fiemme Senz’Auto
ore 9.00 Lunga Distanza partenza in linea Tecnica Libera (25 km) – Uomini Senior (da Molina a Bellamonte)
ore 9.15 Lunga Distanza partenza in linea Tecnica Libera (19 km) – Donne Senior /Junior & Uomini Junior (da Cavalese a Bellamonte)
ore 9.10 Gara Promozionale OPEN partenza in linea Tecnica Libera 25 km aperta agli amatori (da Molina a Bellamonte); iscrizioni: tel. 0462 352018; info@fiemmeworldcup.com
ore 15.00 Cerimonia di Premiazione a Ziano

Foto di trentotoday.it

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A Tesero, pastore nel sangue

“Pastore nel sangue” è la storia di un mestiere antico. Sarà presentata questa sera a Tesero. “È stata più la passione che il guadagno a farmi fare il pastore. Io andavo perché mi piaceva” Queste le semplici parole che chiudono il libro di Ferruccio Delladio “pastore nel sangue” che verrà presentato oggi alla sala Bavarese del Comune di Tesero alle ore 20.30. Il resoconto delicato di una vita ma anche un importante documento storico che registra una ampia varietà di informazioni altrimenti destinate a perdersi. È questo il libro sulla vita del Fèro Cürsór, uno degli ultimi pastori fiemmesi di pecore autoctone e autore di alcune iscrizioni rupestri sui monti di fiemme. Ferruccio è infatti uno dei pochi rappresentanti dei pastori, esponente di una delle più importanti professioni storiche e testimonianza non solo di abitudini e usi della comunità fiemmese del 1900, ma anche di una modalità di gestione e sfruttamento del territorio alpino. Gli ospiti della serata saranno la dott.ssa Marta Bazzanella (Museo degli Usi e Costumi della gente trentina, responsabile dello studio sulle iscrizioni rupestri del Monte Cornon), il dott. Giovanni Kezich (direttore del Museo degli Usi e Costumi della gente trentina), il dott. Ilario Cavada (Tecnico forestale MCF), l’autore e i suoi familiari. Oltre alla lettura e ai momenti di confronto con l’autore stesso è previsto un momento di approfondimento sugli ultimi aggiornamenti in merito agli studi delle iscrizioni rupestri del monte Cornon e sulle abitudini e attività tradizionali della gente trentina.

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La Guerra Rustica del 1525

Negli anni 1524-1525 nelle regioni germaniche, si assistette ad un vasto moto di riscossa contadina contro il servaggio feudale e contro le strutture del sistema sociale. La rivolta dei contadini dilagò presto anche nel Tirolo. Il movimento di rivolta, guidato da Michael Gaismayr, partì da Bressanone all’inizio del maggio 1525, per diffondersi successivamente in Trentino. Numerosissimi e feroci furono i saccheggi compiuti nei castelli, nelle chiese e nei conventi. In Trentino, tuttavia, la rivolta contadina giunse spogliata dei suoi originari contenuti religiosi, configurandosi sostanzialmente come una protesta sociale contro la povertà e contro l’avidità del clero, più che del clero in sé (il cui ruolo era invece messo in discussione dai protestanti). Ricordata come La Guerra Rustica (ovvero “La Guerra dei carneri”) , attecchì soprattutto nelle Valli di Non e di Sole , in Val di Fiemme, e in Valsugana.

LA GUERRA RUSTICA DEL 1525”  è il nome dello spettacolo teatrale “di piazza” in costume, scritto e diretto da Giulio Visintainer con la partecipazione della filodrammatica  “LA MARIANELA di Romallo”

Nell’arco dei novanta minuti dello spettacolo, si avvicendano e si alternano attori e figuranti (in un numero compreso tra quaranta e sessanta persone in costumi dell’epoca) per dare caratterizzazione ai personaggi storici (l’Arciduca Ferdinando d’Austria, il Principe Vescovo Bernardo Clesio, Martin Lutero, Michael Gaissmayr, Baldassare de Cles, i capi dei contadini in rivolta, la massa dei rivoltosi, i lanzichenecchi ecc) in un’atmosfera drammatica, animata dal fuoco delle torce, dei ceppi, delle candele e dagli odori della terra, del fieno, del legno.

L’adattamento versatile e particolare, concepito per valorizzare il luogo in cui esso viene rappresentato, ne delinea il tratto distintivo: per ciascuna location, vicende storiche realmente accadute, leggende o  memorie oralmente tramandate, unitamente ai nomi di personaggi esistiti, ai castelli e ai palazzi secolari che con la guerra dei contadini hanno avuto intrecci e avvicendamenti, diventano parte centrale e specifica per la rappresentazione.

Mercoledì 9 settembre 2015 alle ore 20.30 a  Cavalese nel Parco della Pieve.

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