Uno spettacolo teatrale racconta l’Alzheimer

Giovedì 13 giugno, alle 21 al cinema teatro di Predazzo, Paola Fresa porterà sul palco “Il problema”. Lo spettacolo teatrale mette in scena la crisi dell’identità individuale quando la malattia entra a far parte della famiglia: identità che vacilla in chi si ammala per la perdita del ricordo della propria esperienza di vita, ma anche in coloro che si trovano a essere testimoni del decadimento causato dalla sindrome di Alzheimer. Fresa racconta la corsa contro il tempo tra il rifiuto del problema e la silenziosa resistenza al dolore, tra notti insonni e vagabondaggi notturni, mentre madre e figlia si uniscono sempre più nell’impresa di trattenere il ricordo di sé nella mente del padre.

Lo spettacolo rientra nel progetto “AttivaMente”, promosso dalla Comunità Territoriale di Fiemme e dal Comun General de Fascia, in collaborazione con enti locali e associazioni del settore, all’interno del piano provinciale per le demenze 2019. Iniziato ad aprile con un incontro sul ruolo degli stili di vita nella prevenzione della malattia di Alzheimer, proseguito ad aprile con una serata sul benessere delle persone con decadimento cognitivo, il progetto continuerà fino a settembre con appuntamenti nei paesi della Val di Fiemme e della Val di Fassa.

 

 

 

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Lavaredo Ultra Trail: tutto pronto per la prima edizione siglata La Sportiva

Tremilaseicento atleti iscritti per oltre 60 nazioni rappresentate da ultra e trail runner di livello internazionale, unica tappa italiana del circuito Ultra Trail World Tour con la qualifica di gara “Series” dedicata alle 6 gare ultra più prestigiose al mondo: immersa in uno degli scenari più spettacolari delle Dolomiti, la Lavaredo Ultra Trail è senza dubbio il sogno di tutti i trail runner. E mentre ci avviciniamo alla sua tredicesima edizione, la prima al fianco di La Sportiva, il brand trentino presenta le novità dedicate a runners e non solo che renderanno la settimana LUT ancora più ultra.

LaSpo Experiences: entra nel vivo
Nella mattinata di giovedì 27, La Sportiva vi invita a scoprire la bellezza delle Dolomiti Ampezzane assieme gli atleti del suo team. Per gli amanti della corsa, il sei volte campione del mondo di corsa in montagna Jonathan Wyatt vi porterà a ricalcare parte del tracciato della Lavaredo Ultra Trail in uno dei suoi punti più panoramici. Guida alpina di Cortina e storico ambassador La Sportiva, Pietro Dal Prà guiderà invece la hiking experience: un’immersione totale nella storia delle Dolomiti tra i pascoli di Forcella Lerosa.
Per ragioni di sicurezza, il numero massimo d’iscritti è di 20 partecipanti. Ad entrambi gli eventi sarà possibile testare i prodotti hiking e running La Sportiva.
Iscrizioni su www.lasportiva.com a partire dal 17 giugno.

THE ULTRA TALK: faccia a faccia tra i pesi massimi dell’ultra running
Atleti del Team La Sportiva ed icone dell’ultra running, Michele Graglia e Anton Krupicka si incontreranno per la prima volta a Cortina nella serata di giovedì 27. La suggestiva Alexander Hall sarà la cornice perfetta per un talk imperdibile sull’ultra running e su come questi due fortissimi atleti vivono, sperimentano e affrontano questo sport. Modera lo scrittore e runner Folco Terzani, autore del best seller “ULTRA”.
Registrati ora: http://bit.ly/ultratalk

#MyLUT Video Series: scopri come ci si prepara ad una Ultra
La Sportiva racconta in una video webseries gli aspetti fondamentali per ogni atleta che si appresta a correre una ultra race: Tempo, Fisico e Mente. Per farlo, ha scelto di affrontare ogni tema assieme ad un runner diverso, che sarà seguito durante il suo percorso di preparazione e poi in gara dall’occhio attento di esperti videomakers. Dall’amatore, al professionista fino al mental coach, la webseries in tre episodi + season final post gara, presenta tematiche ed esperienze comuni a molti appassionati alla costante ricerca del proprio limite, della propria ideale montagna da “scalare”. Così il claim aziendale “for your mountain” incontra l’acronimo della Lavaredo dando vita alla serie #MyLUT.
Lo stesso hashtag potrà essere utilizzato da tutti per raccontare la propria esperienza LUT prima, durante e dopo le gare che compongono l’evento. Se non l’hai già fatto, inizia a condividere anche tu la tua LUT!

Photocontest: raccontaci i tuoi running moments
La Sportiva dà la possibilità di condividere la propria passione per la corsa off road anche a chi non sarà a Cortina a fine mese grazie al concorso fotografico “more than running”. Per partecipare, dal 27 maggio al 30 giugno basterà caricare e condividere una foto del proprio allenamento con prodotti La Sportiva, e pubblicare lo scatto sui propri account social per farsi votare. In palio per le foto più apprezzate, tanti prodotti La Spo: Corri, carica, e vinci perché Mountain Running è #morethanrunning !

info e regolamento: https://morethanrunning.lasportiva.com

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Troppi Ragazzi senza futuro

Vengono definiti NEET (neither in employment nor in education and training) che tradotto nell’italico idioma significa “non impegnati nello studio, né nel lavoro, né nella formazione. Sono giovani tra i 15 e i 34 anni e sono moltissimi in Italia – oltre 2 milioni e 200.000 – molti e in crescita anche in Trentino – quasi 19.000 stando a quanto riportato nell’ultimo rapporto sull’occupazione della Provincia Autonoma di Trento riferito a tutto il 2017.

Si tratta di un fenomeno estremamente preoccupante, foriero, se non affrontato in tempo e con i giusti strumenti da chi è chiamato a governarci, di un futuro in cui fasce intere di odierni giovani rischiano di essere “fuori” dalla vita attiva e da qualsiasi tipo di impegno lavorativo e sociale.

Torna in mente un libro di alcuni anni fa di Michele Serra “Gli sdraiati” nel quale con la sintesi e l’amara ironia che gli sono proprie l’autore introduceva il rischio di una società schiacciasassi, incapace di essere coinvolgente ed inclusiva e indifferente nel lasciare indietro il suo potenziale migliore.

A partire dal 2007 ad oggi l’aumento dei NEET è impressionante, come confermato anche in una recente intervista dal dott. Riccardo Salomone, Presidente dell’Agenzia del lavoro trentina “siamo di fronte ad un tesoretto di intelligenze, capacità, conoscenze e possibilità che sono state e sono quotidianamente lasciate a sedimentare e non sono sfruttate da chi  potenzialmente le possiede, con effetti ovviamente negativi sui singoli individui e sulle famiglie.”

La crisi economica in atto da oltre due lustri sta ancora interessando il Trentino, in passato isola felice dell’occupazione e della società attiva, con i giovani NEET nostrani quasi raddoppiati nel giro di poco più di 10 anni.

Sempre secondo l’ultimo rapporto sull’occupazione in provincia pubblicato dall’Agenzia del Lavoro, infatti, nella fascia di età compresa tra i 15 e i 34 anni si è passati dagli 11.900 del 2007 ai 18.700 del 2017.

A conti fatti, un aumento superiore al 60% che certamente preoccupa in una terra come la nostra che offre – o dovrebbe offrire – più opportunità rispetto ad altre zone d’Italia.

Il mondo femminile è poi particolarmente interessato dal fenomeno anche se negli ultimi tempi il divario donna/uomo si sta riducendo; per fare un esempio nel 2007 le giovani che non lavoravano o studiavano risultavano essere il 78% del totale mentre nel 2017 erano il 55%.

Continuando con le percentuali il fenomeno dei Neet interessa il 16,5% della popolazione trentina tra i 15 e i 34 anni. In termini assoluti, invece, si vede che nel 2017 a non lavorare e a non studiare erano 18.700 giovani di cui 8.400 maschi e 10.300 femmine. Appena un anno prima, nel 2016, il fenomeno interessava 18.300 giovani, 7.300 maschi e 11.000 femmine.

A soffrire, se guardiamo ai titoli di studio, sono soprattutto i diplomati dove i NEET, sempre nel 2017, si rilevano essere in numero maggiore (18,2%) rispetto a chi ha frequentato solo la scuola dell’obbligo (15,4%) mentre i laureati si assestano intorno al 14%. Insomma, il mercato del lavoro non si accontenta più di un diploma ma richiede preparazioni più alte e specifiche.
Chiudiamo volutamente con un dato che apre alla speranza: in linea con il Nordest, i NEET trentini sono il 16,4% una percentuale molto inferiore a quella nazionale del 25,5%: esercitando bene l’autonomia forse è ancora possibile disegnare un futuro migliore. Ma bisogna darsi una mossa.

Fabio Pizzi

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Un monologo comico sulla dipendenza da smartphone.

Lo propone la Comunità Territoriale della Val di Fiemme martedì 4 giugno alle 20.30 al Cinema Teatro di Predazzo, con ingresso gratuito. L’attore Stefano Santomauro, con un testo scritto insieme a Francesco Niccolini, in “Like” parla con ironia e cinismo delle nevrosi del nuovo millennio: sentire squillare il cellulare anche quando non lo fa, entrare nel panico se non si ha rete, svegliarsi la notte e controllare se sono arrivate notifiche. I numeri descrivono un fenomeno preoccupante: gli studiosi della Columbus University calcolano che arriviamo a toccare il nostro smartphone 400 volte nell’arco della giornata e stiamo con il cellulare in mano anche 6 ore al giorno. “L’ironia diventa lo strumento per prendere consapevolezza di quella che può diventare una dipendenza a tutti gli effetti”, commenta l’assessore Michele Malfer, che invita a riflettere su una tematica ancora sottovalutata.

Lo spettacolo rientra nel progetto della Comunità di Valle “Dipende da noi”, messo a punto dalla cooperativa Progetto 92. Si tratta di un percorso diversificato per età, che si svilupperà lungo l’intero 2019, per affrontare la tematica delle dipendenze a 360°. Sono già iniziati i primi incontri nelle scuole: molto graditi e partecipati gli interventi della psicologa Serena Valorzi, che ha spiegato agli studenti come sviluppare senso critico e consapevolezza.

“Crediamo molto in questo progetto, perché ci permette di parlare alle diverse fasce della popolazione. Le dipendenze infatti non hanno età: con variabili differenti possono colpire giovani, adulti e anziani. Dobbiamo mantenere alta l’attenzione sulle dipendenze classiche (penso alla droga e all’alcol) e iniziare a riflettere seriamente su quelle nuove (ludopatia e dipendenza digitale, in primis), così da costruire una rete di sostegno e aiuto a livello di valle. Insieme, anche in questo ambito, possiamo fare di più e meglio”.

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Fine settimana su due ruote

Predazzo si prepara ad ospitare un intero fine settimana dedicato alle due ruote: si inizia venerdì 31 maggio con la Minicycling, per poi continuare sabato 1° giugno con la partenza di una tappa del Giro-E e il passaggio del Giro d’Italia, e concludere poi domenica 2 giugno con la Marcialonga Cycling.

Sabato, quindi, Predazzo si vestirà di rosa. Alle 9.55, in via Garibaldi, parte la diciottesima e ultima tappa (con arrivo a Croce d’Aune) del Giro-E, gara a squadre per biciclette a pedalata assistita (prima edizione, dopo quella sperimentale dello scorso anno). Un evento ad emissioni zero – visto che anche le moto e le auto al seguito dei concorrenti saranno elettriche – in linea con la sensibilità ambientale del paese e dell’Amministrazione. Intrattenimento e stand animeranno le vie centrali del paese in attesa della partenza dei concorrenti, che verranno presentati sul palco dalle 8.30 in poi.

Il pomeriggio, invece, sarà dedicato al Giro d’Italia tradizionale. Prima dell’arrivo dei concorrenti, farà tappa a Predazzo la Carovana Pubblicitaria: gli sponsor e gli animatori dell’evento faranno sosta tra via Trento e via IX Novembre all’incirca alle 13.00, per una ventina di minuti, così da dare il via alla festa che ogni passaggio del Giro d’Italia porta con sé. Il transito dei concorrenti (partiti da Feltre e diretti a Croce d’Aune) è previsto all’incirca verso le 15. Un maxischermo permetterà di seguire l’esito della gara.

Questo sarà anche il fine settimana della Marcialonga Cycling, che anche quest’anno propone la Minicycling, gara promozionale di mountain bike dedicata ai ciclisti fino a 16 anni, facente parte del Circuito Minibike di Fiemme e Fassa. A partire dalle 17 di venerdì, i giovani concorrenti percorreranno un percorso a gimkana tra le vie del centro storico di Predazzo. La partenza della Marcialonga Cycling sarà, invece, domenica mattina alle 8. L’arrivo, sempre a Predazzo, dei primi concorrenti del percorso medio (80 km) è previsto attorno alle 10, mentre i primi del percorso lungo (135 km) all’incirca a mezzogiorno.

Per tre giorni, quindi, Predazzo sale in sella: un fine settimana dedicato al ciclismo che diventa una festa per grandi e piccoli.

 

 

 

 

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Il nuovo libro di Graziano Bortolotti

La biblioteca comunale di Tesero organizza per giovedì 30 maggio 2019 un incontro con l’autore Graziano Bortolotti per presentare il suo ultimo libro “Le anime vendute” da poche settimane in libreria. Dialogherà con lui Anastasia Sandri. L’appuntamento è in Sala Bavarese alle ore 20.45. L’ingresso è  libero

La serata è offerta all’interno delle proposte per “Il maggio dei libri”, programma nazionale di iniziative per la promozione della lettura

Le anime vendute. Tema di questo romanzo è un’inchiesta giornalistica coinvolta nel traffico illecito di organi e del conseguente mercato clandestino che ne deriva. Si tratta di un giallo dai temi forti che toccano da vicino la società moderna. Argomenti attuali ma anche appartenenti al passato che danno vita a una narrazione fitta di intrighi.

Graziano Bortolotti nasce a Cavalese nel 1962 e vive in Val di Fiemme. La sua famiglia si trasferisce nel 1970 a Moena dove, fin da giovanissimo scopre la grande attrazione per lo sport, in particolare per lo sci di fondo. Inizia presto a gareggiare e tutto ciò lo porta a stringere un legame fortissimo con la montagna.

Nel 1981, dopo aver fatto parte in età giovanile della squadra agonistica del Comitato Trentino e della nazionale juniores di sci nordico, si arruola nella Polizia di Stato dove gareggia per cinque anni a livello professionistico per il Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro.

Nel 2001 inizia a scrivere sperimentandosi nel mondo dei romanzi gialli/thriller. Nel 2005 pubblica il suo primo libro “La guerra non è mai finita”, seguito nel 2009 da “Pista di Sangue” e nel 2013 da “Il richiamo del cedro”.

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Il gusto secondo natura

Un tempo le donne cercavano di conquistare gli uomini attraverso la seduzione del cibo. Le nuove generazioni hanno una visione più ampia. Per loro il gusto deve risvegliare l’amore… per la natura.

Guardando al clima e ai delicati equilibri dell’eco-sistema, riparte da Predazzo la terza edizione di “Tempus Fugit, Fieri d’esser Fiera” che nel 2017 e nel 2018 vide 2.500 persone gioire dei giovani talenti culinari del Centro di formazione professionale ENAIP di Tesero, fra il Palafiemme di Cavalese e Casa Iellici di Tesero.

Per il 40° anniversario della fondazione della scuola alberghiera in Val di Fiemme, si è tornati alle origini, a Predazzo, dove, nel 1979, l’Istituto aprì le porte ai primi apprendisti di “Cucina e sala”.

Durante il weekend del 25 e 26 maggio 2019 una parte della fiera sarà allestita sulla piazza principale di Predazzo, mentre la “degustazione itinerante” di 3,5 km e 250 m. di dislivello si svolgerà lungo alcune zone storiche del paese, passando da Piaza Piciola e Piaza Fiera, per poi salire lungo via Bedovina fino al Bait de Tovalac. L’evento è dedicato al gusto, alla sostenibilità, al rispetto per il pianeta, alla solidarietà e ai più sani stili di vita.

Le degustazioni, elaborate con i docenti dell’ENAIP in collaborazione con lo chef stellato Alessandro Gilmozzi, si affacceranno da “rifugi enogastronomici e didattici” dislocati sul percorso. Con un’offerta libera, si potranno gustare sapori nuovi e sapori antichi, protagonisti di storie e leggende culinarie. L’evento è svolto in collaborazione con Alessandro Arici della “Cia la Pastière” e Thomas Conci di “Sentieri in Compagnia”.

Partecipare a questo evento non sarà solo un piacere per il palato, ma anche un atto di sostegno verso le nuove generazioni di professionisti che si stanno specializzando in “Gastronomia e Arte Bianca” e “Accoglienza e Ospitalità”. Quest’esperienza infatti nutrirà il talento dei ragazzi della classe quarta dell’ENAIP di Tesero.

Sarà dedicata un’attenzione particolare ai delicati equilibri della natura, alla responsabilità individuale nel consumare le risorse del pianeta “cum grano salis”, alla tempesta dell’ottobre 2018 e alla possibilità per ogni persona di riscoprire gusti, ricette e coltivazioni che possono ristabilire quel rispetto antico verso la madre Terra.

Il percorso si potrà assaporare anche con visite accompagnate destinate al nordic walking, alla mountain bike e agli amici a quattro zampe che troveranno un premio goloso.

MENS SANA IN CORPORE SANO

Per gli appassionati di passeggiate, nordic walking e mountain bike ci sarà la possibilità di coniugare la scoperta dei talenti e dei prodotti del territorio, con una sana attività fisica facendosi accompagnare, per chi lo desidera, dai referenti di “Fiemme Nordik Walking” e “Local Motion”.

MEZZOGIORNO DI CUOCO

Alcuni ex allievi dell’ENAIP di Tesero che hanno ottenuto importanti riconoscimenti nell’ambito ristorativo nazionale proporranno degli showcooking alle 12 di sabato 25 e di domenica 26 maggio. Fra loro Matteo Delvai, uno degli studenti dell’ENAIP presente al “Tempus Fugit 2017” è stato recentemente eletto “Miglior Giovane Cuoco d’Italia”.

AMICI A 4 ZAMPE

E se scoprissimo che, partendo dai prodotti delle nostre terre, possiamo confezionare noi il contenuto della ciotola per i nostri fedeli cagnolini? Al Bait de Tovalac si troveranno tutte le indicazioni necessarie nel primo “Rifugio canino didattico”.

Info: uffici APT della Val di Fiemme o www.facebook.com/SentieriinCiadellaPastiere

UFFICIO STAMPA APT VAL DI FIEMME: ufficio.stampa@visitfiemme.it

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Quand’è il caso di mantenere il sangue freddo

La primavera è arrivata, la neve si scioglie, le giornate si allungano e la natura si risveglia dal torpore invernale. Non c’è niente di meglio di una passeggiata per sgranchirsi le gambe, respirare un po’ d’aria fresca e perdersi tra i pensieri. Tuttavia, un po’ di attenzione non gusta mai: non siamo gli unici che vogliono godersi i primi raggi caldi del sole.

Nelle nostre valli sono presenti numerosi rettili, tra cui le lucertole, i ramarri e i serpenti. Di questi ultimi fanno parte anche famiglie che non sono velenose o pericolose, ma che comunque vengono scambiate per tali e quindi uccise. Come racconta Tomaso Baldassarra, esperto fotografo di animali e amante di questa specie, troppo spesso si trovano per i sentieri animali morti, uccisi solo per paura e non perché rappresentassero un vero pericolo. Questo può mettere a rischio l’equilibrio delicato dell’ecosistema in cui viviamo e, per evitare di rovinarlo e per la nostra stessa sicurezza, è bene informarsi sulle caratteristiche di ogni specie e sul comportamento da adottare nel caso in cui ci si imbatta in un serpente.

Il più innocuo di tutti è probabilmente l’orbettino, in quanto, nonostante venga spesso scambiato per un serpente, fa parte della famiglia sauri, come la lucertola. Infatti, come lei, se perde la coda è in grado di rigenerarla; può raggiungere i 50 cm di lunghezza e vivere fino a 40 anni. Il colore di base della parte dorsale può essere grigio, marrone o color rame, e spesso la pelle presenta delle scaglie color azzurro. I piccoli invece presentano colori più accesi, e sui fianchi e sulla linea vertebrale hanno una linea scura. Questo esemplare di solito vive in ambienti ricchi di vegetazione come prati e radure, e si rifugia spesso tra i sassi dove si gode il calore del sole. Una cosa particolare riguarda l’accoppiamento, in quanto il maschio morde al collo la femmina per bloccarla. Le femmine partoriscono ogni due anni e possono dare alla luce dai 4 ai 22 piccoli. La saliva tossica permette all’orbettino di cacciare insetti, chiocciole, lumache, alcune volte anche rettili e anfibi, ma non presenta alcun pericolo per l’uomo.

Tirando le somme, sono più i serpenti non velenosi di quelli velenosi, e solitamente i primi si distinguono in quanto hanno occhi con pupille rotonde e non verticali. Nel primo gruppo troviamo il Colubro Liscio, chiamato anche coronella austriaca. È un animale diurno, vive nelle radure, tra cespugli o ammassi di sassi e muretti esposti al sole. Raramente lo si vede perlustrare anche ruscelli o stagni, dove compie brevi immersioni. Si nutre principalmente di lucertole ed orbettini. Può arrivare ad una lunghezza di 75 cm, è molto slanciato, con una testa piccola e poco distinta dal corpo. Le squame dorsali sono lisce, decorate con serie di macchie scure; il colore della parte superiore può essere marrone-grigio, rossastro o giallastro, mentre il ventre è scuro negli adulti e arancio o rosa nei giovani. La sua caratteristica distintiva è una linea scura che va dal naso all’angolo della bocca. Se si sente minacciato si appiattisce e si mette in una posizione angolata per mimetizzarsi e sembrare un ramo; una volta scoperto si difende in maniera anche aggressiva cercando di mordere, quindi meglio non infastidirlo! Anche il biacco, se messo alle strette, cerca di difendersi mordendo, ma nemmeno lui è velenoso. In Val di Fiemme è conosciuto con il nome dialettale di “carbonazzo”, in quanto in questa zona è presente un fenotipo che si distingue per la colorazione completamente nera nella parte superiore del corpo, tranne che per alcune bande giallo chiaro sui lati della bocca, mentre le parti ventrali sono giallastre o grigiastre. È un animale diurno molto veloce: caccia infatti piccoli mammiferi, lucertole, ramarri, anfibi o altri serpenti. Vive ai limiti dei boschi, tra cespugli e muretti di sasso. È difficile non notarlo: può superare i 170 cm di lunghezza!

Il saettone fa sempre parte dei serpenti non velenosi e anch’esso si difende mordendo. Nonostante raggiunga solitamente i 150 cm di lunghezza, in centro Italia ne è stato trovato uno lungo ben 270 cm. È attivo di giorno e al crepuscolo, quando caccia piccoli mammiferi o lucertole che uccide per costrizione. Lo si trova in ambienti boschivi ben soleggiati e con molta vegetazione arborea, in particolare lungo muretti in sasso, ruderi, sentieri o per le strade. Il secondo posto per la lunghezza lo vince sicuramente la natrice dal collare con i suoi 200 cm. Il nome deriva dal collare giallo chiaro presente sul collo, visibile in modo più marcato negli esemplari giovani. Ha un colore generalmente grigio-verde con macchie scure, che sui lati sono a forma di barra. È un animale prevalentemente diurno ed è un abile nuotatore: vive infatti in luoghi legati all’acqua come paludi, torrenti e laghi dove i giovani cacciano girini e tritoni, mentre gli adulti possono cacciare anche rane, rospi e pesci. Una curiosità su questo serpente è che, se si sente in pericolo, o si finge morto girandosi sul dorso oppure emette feci maleodoranti per cercare di far scappare l’aggressore. Un serpente della stessa famiglia è la natrice tassellata, chiamata spesso “lanza”, che però può raggiungere “solo” i 130 cm di lunghezza. Il colore di fondo della parte superiore del corpo è verde-bruno con macchie scure spesso a forma di zig-zag, mentre la pancia è invece di un giallo chiaro. Vive nei pressi dell’acqua, soprattutto torrenti, da dove non si allontana spesso. Si nutre di girini, rane, rospi, pesci ed anche topi; per cacciare in acqua si appiattisce sul fondo del torrente e attende la sua preda rimanendo immersa. Se in pericolo, come l’altra natrice, può fingersi morta girando il ventre in su oppure, come ultimo tentativo di difesa, può vomitare quello che sta digerendo.

Nelle valli i serpenti velenosi più comuni sono le vipere: la vipera aspis, quella berus e la vipera dal corno. Quest’ultima, ormai ritenuta estinta in Val di Fiemme, ha un potente veleno con componenti neurotossiche. La sua caratteristica distintiva è il corno nasale formato da una protuberanza carnosa ricoperta di squame. Ha una testa triangolare e un corpo color grigio o marrone chiaro con dei disegni generalmente a forma di U o V di colore scuro, mentre la punta della coda è spesso giallastra o arancio. Abita su versanti generalmente assolati, vicino a boschi o arbusti, specialmente dove sono presenti accumuli di rocce franate. La vipera aspis, chiamata vipera comune, in alcuni casi può essere addirittura mortale. Gli adulti misurano mediamente 60 cm, al massimo arrivano a 85 cm, e possono vivere fino a 18 anni. La forma di questo rettile è abbastanza tozza, e se visto dall’alto il muso è largo, a forma triangolare, con la punta rivolta all’insù ed occhi dalla tipica pupilla verticale. Il colore di fondo varia dal grigio al marrone o bruno rossastro, arricchito sul dorso con un disegno a barre trasversali scure disposte in modo alternato, mentre il ventre è solitamente più chiaro, giallastro o rossastro. Tendenzialmente è un animale diurno ma, se la temperatura lo permette, è attivo anche la notte, in particolare per cacciare piccoli roditori. Vive nei boschi e nelle radure dove si nasconde tra cespugli e sassaie, spesso vicino a corsi d’acqua. La vipera berus, o marasso, predilige invece i boschi e le praterie in alta quota (può vivere anche in ambienti a 3000 metri!), mentre è raro trovarla nel fondovalle. Lungo fino a 70 cm, ha la testa ben distinta dal resto del corpo e la punta del muso è arrotondata. I maschi, più piccoli delle femmine, sono generalmente di color bianco-grigio con una scura linea a zig-zag lungo la linea vertebrale, mentre sui fianchi hanno delle macchie scure rotondeggianti; le femmine hanno una colorazione sul marrone rossastro o beige, arricchito con greche color marrone scuro. È un animale diurno e caccia piccoli roditori, lucertole e anfibi. Generalmente il veleno di questo rettile non uccide e causa solamente un grande gonfiore, ma capitano casi dove, a causa di allergie, il veleno diventa mortale.

Per evitare di essere morsi è opportuno fare attenzione a dove si mettono i piedi, specialmente quando si cammina vicino ad ammassi di sassi e muretti esposti al sole. Generalmente i serpenti non attaccano l’uomo, a meno che non si sentano in pericolo. Bisogna fare attenzione soprattutto ai nostri amici a quattro zampe: i serpenti potrebbero sentirsi minacciati dalla loro presenza e morderli. Il morso di vipera è formato da due piccoli buchetti intorno ai quali la pelle diventa gonfia, emorragica e dolorante. Il veleno di una vipera per i cani può essere mortale se non si agisce in tempo; per questo, quando si passeggia nei boschi, sarebbe opportuno salvare precedentemente in rubrica i numeri dei veterinari più vicini e portarsi appresso una bottiglietta di acqua ossigenata. In nessun caso la ferita va cosparsa con un disinfettante contente alcool, in quanto peggiorerebbe la situazione. Da evitare sono anche altre azioni che spesso vediamo nei film: incidere la ferita è pericoloso, in quanto si potrebbe velocizzare l’assorbimento del veleno, aspirare il veleno con la bocca è inutile e porre un laccio emostatico troppo stretto potrebbe comportare la necrosi dei tessuti, in quanto non ci sarebbe più trasmissione di ossigeno. Potrebbe aiutare un bendaggio leggermente stretto in quanto riuscirebbe a rallentare il veleno e permetterebbe comunque il passaggio dell’ossigeno. In caso di morso, sia all’uomo che al cane, la regola d’oro è una: mantenere la calma per non accelerare la diffusione del veleno e chiamare immediatamente i soccorsi al 112.

Grazie a Tomaso e a Il Mondo Nascosto (http://ilmondonascosto.com/) per le informazioni e le immagini!

Emily Molinari

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Festa di premiazione dei migliori atleti fiemmesi

La Val di Fiemme – per iniziativa di Fiemme Ski World Cup in collaborazione con Comunità Territoriale e Provincia Autonoma di Trento – celebra gli atleti fiemmesi. La “culla dello sci nordico” è nota per i suoi straordinari teatri sportivi messi a disposizione ogni anno degli atleti di tutto il mondo, ma giovedì 16 maggio alle ore 20 al PalaFiemme di Cavalese coccolerà i protagonisti di casa che hanno ben figurato nella stagione 2018/2019 e non solo, vi sarà infatti anche la presenza di tanti olimpici fiemmesi e la possibilità, aperta al pubblico, di assistere all’evento. Verranno così premiati Giacomo Bertagnolli di Cavalese e Fabrizio Casal di Capriana, atleti paralimpici delle Fiamme Gialle di sci alpino protagonisti a Kraniska Gora (SLO) e Sella Nevea, passando poi dai ‘fiamazzi adottivi’ per amore, come il combinatista Alessandro Pittin – vincitore del Best Skier Trophy FIS – e Dorothea Wierer – vincitrice della Coppa del Mondo generale di biathlon – la quale ha lasciato Anterselva e si è trasferita in Val di Fiemme. Saranno della partita anche Sebastiano Zorzi e Amelia Rigatti Di Grazia, con il primo campione italiano U14 di slalom gigante a Sarentino e la seconda campionessa italiana aspiranti di discesa libera a San Pellegrino, entrambi di Ziano di Fiemme. Luca e Veronica Gianmoena sono invece due promettenti combinatisti di Varena, con quest’ultima impegnata anche nel salto speciale nonché vincitrice del primo titolo italiano della combinata nordica femminile allo Stadio del Salto di Predazzo. Denis Parolari di Varena e Jacopo Bortolas di Tesero sono altri due bravi combinatisti, reduci dalle prime convocazioni importanti, con Annika Sieff di Varena campionessa italiana junior, Luca Libener di Daiano campione italiano under 14 di salto e combinata, Jahid Ouachi di Predazzo ottimo tra gli under 14 sia nel salto che nella combinata, così come Bryan Venturini. Arianna Sieff si dedica invece ‘solamente’ al salto speciale ed è stata convocata a due gare di Coppa del Mondo a Ljubno (SLO). Dal salto allo sci di fondo, con Simone Daprà di Panchià campione italiano under23 convocato anche in Coppa del Mondo, Sara Pellegrini di Panchià convocata ai Mondiali di Seefeld, Giacomo Gabrielli di Cavalese convocato in Coppa del Mondo sia a Cogne che a Davos (SUI), proseguendo con Paolo Ventura di Tesero, Ilenia Defrancesco di Masi di Cavalese, Paolo Fanton di Tesero, Stefano Dellagiacoma di Predazzo, Stefano Gardener di Tesero, Nicole Monsorno di Predazzo e gli altri predazzani Davide Facchini, Riccardo Bernardi, Matteo Ferrari, Silvia Campione. Denis Doliana di Tesero e Matteo Franzoni di Castello sono invece under 16, e Annalisa Varesco di Castello under14. Marina Piredda di Cavalese – campionessa italiana junior con prospettive tra i senior – si dedica al pattinaggio artistico. Non è finita qui, perché tra i protagonisti della Val di Fiemme nel mondo che riceveranno l’invito ci sono le stelline dello sci orienteering Stefania e Francesco Corradini di Castello di Fiemme, Davide Comai, Alice Ventura e Stefania Monsorno di Varena, Federico Marta e Mattias Trettel di Ziano di Fiemme, senza dimenticare Eleonora Dalprà di Ziano campionessa italiana di hockey su ghiaccio e il biathleta Thomas Baldessari di Predazzo campione italiano allievi a Lago di Tesero. Il futuro azzurro è nelle mani dei fiemmesi! Che dopo le fatiche sportive si meritano ampiamente questa serata loro dedicata.

Info: www.fiemmeworldcup.com       

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L'assemblea della biblioteca di Predazzo

Una quarantina le persone, nonostante la coincidenza con la pre-assemblea della Famiglia cooperativa, hanno partecipato nei giorni scorsi all’assemblea della biblioteca comunale di Predazzo che si è tenuta nell’aula magna del municipio. “Leggere la biblioteca di oggi per progettare quella di domani” il tema della serata che ha offerto innanzitutto l’occasione per fare un bilancio, da parte del responsabile, dell’attività del 2018, con una serie di dati statistici che hanno confermato la solidità dei servizi offerti e la mole di attività svolte nel corso del 2018: 30 iniziative per una settantina di appuntamenti e la presenza di circa 3000 persone. Ma l’attesa era soprattutto per la presentazione del progetto della nuova biblioteca, illustrato dall’assessore Giovanni Aderenti. Un migliaio di mq. utili distribuiti su 5 livelli cui si aggiungono gli spazi della ex stazione del treno la cui ristrutturazione è in fase di completamento. Come sarà o come dovrà essere la nuova struttura lo ha spiegato la consulente del Comune Antonella Agnoli che ha già seguito la prima fase della progettazione e che ha auspicato l’avvio di un processo partecipativo che coinvolga la popolazione di Predazzo e della valle. Innanzitutto – ha chiarito – dovrà essere un polo culturale che non si chiamerà più biblioteca. “Sarà un nome che identifichi il luogo” (potrebbe essere “La stazione”) e non sarà più solo una biblioteca. “Ora tutti possiamo avere a casa libri, dvd, e ebook, tranne la possibilità di fare cose assieme agli altri – ha aggiunto – bisogna essere orgogliosi ed entusiasti di realizzare qualcosa di nuovo sul territorio che possa essere d’esempio per altri”. La flessibilità è il leitmotiv dell’approccio della consulente bolognese “perché la biblioteca di oggi non sarà quella che avremo fra 5 anni”.

Per sottolineare l’importanza che può avere la biblioteca bisogna chiedere ai cittadini: se non ci fosse cosa perderemmo? Una risposta è venuta dalla coordinatrice del gruppo di lettura “Golosi di libri”, una sorta di zoccolo duro dei lettori e degli amici della biblioteca. “Ho trovato molto condivisibile l’idea che la biblioteca debba rimanere uno spazio essenziale all’interno di una comunità, un punto di riferimento in cui non solo leggere libri, ma incontrarsi, scambiare idee, ascoltare musica, semplicemente vedere gente – è stato il commento di Valeria De Gregorio – l’uso sbagliato e smodato dei social sta creando sempre più solitudine e isolamento, acuendo conflitti sociali e rancori, chiudendoci in casa e rendendoci sempre più ciechi e sordi nei confronti dell’umanità”.

Insomma, la biblioteca può diventare una “piazza” di incontro e di unione, perché abbiamo bisogno di vederci “dal vivo”, di ricominciare a pensare all’altro come  persona e non attraverso lo schermo deformante di un telefono.

Nel pomeriggio Antonella Agnoli si è incontrata con i bibliotecari, gli amministratori e i tecnici e al mattino successivo ha visitato il cantiere e la stazioncina del treno, la cui ristrutturazione è in fase di completamento, che ospiterà alcuni servizi della biblioteca (caffè e sale studio).

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