Parigi “mangia” ladino

Il pittoresco Quartiere Latino, anche conosciuto come 5° arrondissement, non è un posto qualunque a Parigi. Ospita la famosa Università della Sorbona e il Panthéon dove riposano uomini famosi come Marie Curie e Voltaire. Da questo luogo identitario per tutti i francesi ci incamminiamo per Rue Vallette, in direzione del museo della Prefettura. Al primo incrocio giriamo a destra per Rue Laplace, una stradina larga appena quattro metri. Qui incontriamo l’insegna del locale «Ciasa Mia» considerato uno dei migliori ristoranti italiani di Parigi. Nessun errore di scrittura:si tratta di un locale ladino. Ai comandi lo chef Samuel Mocci, affiancato dalla compagna Francesca Bortolotti. «L’avventura – spiega Francesca è nata nel 2006 quando abbiamo deciso di trasferirci a Parigi per provare un’esperienza nella ristorazione. Una meta intermedia perché il nostro desiderio era quello di raggiungere il Canada. Ma non è andata così. Dopo quattro anni di servizio come lavoratori dipendenti abbiamo fatto il grande passo: abbiamo aperto un ristorante tutto nostro». Così è nata «Ciasa Mia» con un’offerta di piatti di chiara provenienza mediterranea. «I prodotti nostrani – spiega Francesca – hanno un grande richiamo e i ristoranti italiani hanno sempre un forte fascino. La concorrenza però è forte ed ecco scattare l’idea di distinguerci con una proposta audace ma più coerente con la nostra origine. Anche il locale, travi a vista, muri in pietra e caminetto, assomiglia più a uno chalet di montagna che a una trattoria». L’offerta varia nei mesi dell’anno, si va dagli spatzle alla trota, dai ravioli di magro al salmerino. Ci sono formaggi del Trentino – Alto Adige su cui domina il “Puzzone” oltre ai dolci tipici come lo strudel e la linzer torte ovviamente rivisitati per il gusto francese. Ad affiancare piatti prelibati un esercito di bottiglie di vino prevalentemente italiano (180 etichette). Lo Champagne è abbinato in maniera spregiudicata con il Trentino Doc, il Prosecco o il Franciacorta. Tra i bianchi è presente il Nosiola, il Gewurztraminer mentre tra i rossi non manca il Teroldego, il Lagrein e il Pinot Nero. «Abbiamo vini rappresentativi di tutta Italia – spiega Francesca Bortolotti-   perché la nostra clientela apprezza molto il prodotto italiano». Le proposte culinarie del «Ciasa Mia» sono davvero interessanti. Ogni anno da Bressanone arriva mezza balla di fieno di prateria di montagna che servirà a dare l’inconfondibile marchio al cibo. «Sia il pesce che la carne – spiega Francesca – vengono aromatizzati dopo la cottura bruciando il fieno sotto una campana di vetro direttamente sul tavolo dei commensali». E così Samuel Mocci, di Canazei e Francesca Bortolotti di Vigo hanno messo su famiglia (due maschietti di quattro e sei anni) e si sono fatti un nome nella grande Parigi. Generosi i giudizi degli esperti delle guide Michelin e Gault Millau. «In una viuzza tranquilla -scrive la Guida Michelin – nei pressi del Panthéon, questo grazioso locale è una vera scoperta. E’ Francesca, la sorridente e frizzante giovane padrona ad accogliervi, già entusiasta all’idea di farvi scoprire la cucina del compagno Samuel. Tutto qui è fatto in casa, dal pane al dessert. Una vera casa delle delizie». Dal giornale Figaro leggiamo: «scopro un’incantevole sala dalle pareti di pietra sotto un soffitto rigato di travi. E’ un ristorante italiano dove Samuel Mocci, assistito da Francesca, la sua compagna (in sala), pratica una cucina mescolando Italia, Francia, Austria .Tutto è delicato quanto succulento: prodotti freschi e di qualità, cucina perfetta, sapori squisiti. Una tavola gastronomica e originale da scoprire assolutamente». Del ristorante «Ciasa Mia» si è interessata anche Little Big Italy, la trasmissione in onda sul canale Nove presentato dal ristoratore romano Francesco Panella. La formula è quella della gara tra tre ristoranti italiani all’estero. Anche qui Francesca e Samuel hanno raccolto allori, ulteriore prova del loro successo.

Gilberto Bonani

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