Piacere di conoscervi, sono Giancarlo Cescatti...

“Il consiglio di amministrazione dell’Azienda per il Turismo Val di Fiemme ha deciso la nomina del direttore Giancarlo Cescatti, dopo un’articolata selezione che ha portato una commissione tecnica a identificare tre candidati finali. L’ultima parola è stata quindi espressa dal cda. Lunedì 24 settembre, Cescatti inizierà la sua nuova sfida professionale che lo vedrà impegnato nel compito di valorizzare e promuovere il territorio fiemmese”.

Questa è stata la formalità del comunicato stampa che qualche settimana fa ha annunciato l’avvicendamento alla guida delle istituzioni turistiche della Val di Fiemme.

“Il neo direttore si inserisce nel solco tracciato dal suo predecessore, con l’obiettivo di proseguire e migliorare l’attività svolta fino a oggi. Il presidente dell’APT Val di Fiemme Renato Dellagiacoma si congratula con il neo direttore e ringrazia l’ex dirigente Bruno Felicetti per l’impegno profuso e le strategie messe a punto durante questi 13 anni di fertile collaborazione”.

Da allora Giancarlo Cescatti sta girando per la valle e ha già avuto numerose occasioni per incontrare i rappresentanti degli operatori del turismo nonchè le più alte figure istituzionali della provincia. Ora si presenta anche a L’Avisio e alla popolazione fiemmese. Cominciamo: “Ho 53 anni, sono nato a Trento e sono laureato in Giurisprudenza con un master in Reingegnerizzazione di processi produttivi turistici e di sistemi informativi. E, cosa sempre utile soprattutto da queste parti, sono anche maestro di sci. Ora ho preso casa a Cavalese”. Giancarlo Cescatti, a Campiglio, è stato direttore generale fino a dicembre 2016, quindi direttore commerciale marketing e comunicazione “e poi si sono aperte delle finestre che mi hanno portato fino a qui”.

Come funziona il recruitment in questo lavoro? Ci sono obiettivi che vengono dati a monte dalle istituzioni che assumono i massimi dirigenti? Ci sono progetti di lavoro individuali?

“Le aziende per il turismo sono organi che esistono per volontà della Provincia. L’obiettivo della riforma del 2002 fu creare degli enti che abbracciassero i soggetti che si occupavano di turismo all’interno di un territorio. La base delle aziende perciò è articolata e composta da tutte le categorie coinvolte in questo ambito, oltre ovviamente alle amministrazioni comunali. Questo legittima la valenza sovracomunale dell’organo stesso. Gli obietivi vanno condivisi con il cda dell’azienda, obiettivi che di volta in volta vengono scelti dalla governance. L’obiettivo di un manager è quello di portarli a termine e di dare una serie di suggerimenti e di informazioni strategiche perché la stessa governance possa prendere le proprie decisioni”.

Quali sono gli obiettivi della Val di Fiemme a breve termine?

“Non c’è stato ancora un momento di incontro in cui questi obiettivi siano stati esplicitati e verbalizzati ufficialmente. Diventa difficile esporli in un’intervista. Sono arrivato da poco e la situazione è ancora in fase di assestamento. Bisognerà anche capire cosa vuole fare la stessa governance, anche in virtù dei cambiamenti radicali che ci sono stati in Provincia. Quello che si può dire in linea generale è che l’obiettivo primario sia di migliorare la redditività delle strutture ricettive e di mettere in rete le opportunità dell’ospite di godere del territorio”.

Quali sono le prime differenze che vede tra il mondo di Campiglio e quello che ha potuto conoscere da questa parte dell’Adige?

“Più che evidenziare le differenze, mi piacerebbe sottolineare che, fin dai primi contatti in Fiemme, ho potuto rilevare un forte senso di comunità radicata sul territorio, che si sente unita, che vede il proprio sviluppo attraverso la valorizzazione di un brand della valle come un elemento significativo di coesione sociale ed economica”.

Dal suo ruolo direzionale e avendo già incontrato il nuovo assessorato al turismo provinciale, si ha una visione generale di dove sta andando il Trentino? Esistono programmi a lungo termine in questo senso?

“Il turismo ha fatto percorso importante negli ultimi anni, è cresciuto in maniera significativa in termini di presenze un po’ ovunque, registrando anche una crescita del settore dell’accomodation – non solo alberghi ma anche bed&breakfast e appartamenti privati. C’è stata considerevole messa in rete delle opportunità del territorio, la Fiemme Motion Card ad esempio è stata strategica. Ora la sfida che tutti i nostri terrritori turistici si trovano a dover gestire è quella di mantenere i livelli di crescita con l’assoluta consapevolezza che il nostro primo patrimonio è quello naturalistico ambientale e che bisogna ragionare in una logica di ecososteniblità. Questo credo che sia il vero goal. Se poi si cerca di raggiungere questo obiettivo costruendo più o meno alberghi o prendendo altre strade legate alla mobilità o all’eliminazione di alcune barriere d’accesso, questa è la soluzione di un problema. L’obiettivo è che nella crescita si migliori l’offerta per l’ospite ma, attraverso i servizi, anche la vita dei trentini”.

Enrico Maria Corno

 

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