“Piacere, sono un felicitatore”

Andrea Ciresa si definisce un entusiasta di tutto ciò che è legato allo sviluppo personale, alla comunicazione e all’innovazione. Ha 35 anni ed è nato a Carano, dove torna quasi ogni weekend, dalla famiglia e dalla sua amata cagnolina Blue. La settimana la passa a Bressanone solitamente, ma a volte anche in Svezia, in Finlandia e in molte altre parti del mondo. Sì, perché Andrea lavora per un’azienda leader a livello mondiale nell’ottimizzazione dell’industria del legno, dove si occupa della gestione dei progetti nell’ambito di ricerca e sviluppo, oltre che dell’ottimizzazione delle operazioni, delle prestazioni e dei processi di lavoro. E questo, fortuna vuole, lo porta a dover viaggiare spesso, spostandosi magari più volte in un giorno. Per molti sarebbe una fatica immensa, ma Andrea prende tutto con grande entusiasmo.

Ed è proprio questo suo carattere che lo porta ad essere un’anima in continua evoluzione, la conoscenza e le esperienze, “quelle belle” come dice lui, non gli bastano mai. Dopo le lauree in Economia ed in Informatica ha continuato a studiare, per migliorarsi e per aiutare gli altri a migliorare se stessi. Andrea infatti è un formatore, un life coach, un felicitatore. “Come? Il facilitatore intendi!” gli chiedono tutti stupiti. “No, no. Il felicitatore”! “Ma è un lavoro?” Sembra quasi uno scambio di battute, ma Andrea fa davvero il felicitatore. Ed è proprio il ruolo che gli si addice. Perché è una di quelle rare persone che solo con la loro presenza o vicinanza ti contagia con il suo buon umore e la sua positività. Non smette mai di formarsi, ha girato un po’ tutta Italia per imparare tecniche nuove. Da qui nasce la sua voglia di saperne sempre di più e ha scelto di intraprendere vari percorsi di preparazione che gli permettono di essere un life coach a tutto tondo. Infatti, al suo lavoro di project manager, affianca la formazione di professionisti e di tutti gli appassionati che vogliono migliorare la propria vita. Si occupa di programmazione neurolinguistica, una tecnica nata in California negli anni Settanta, che ha come obiettivo un nuovo approccio alla comunicazione e allo sviluppo personale, un modo per cambiare la percezione di sé stessi, i propri comportamenti ed avviarsi ad una vita di successi. Nei suoi percorsi di public speaking ad esempio, insegna come esprimersi al meglio, come comunicare in maniera efficace e stimolante. Molto utile per chi lavora a contatto con la gente, ma anche per chi vuole essere incisivo nel proprio modo di interagire con gli altri. E poi il coaching e l’autostima. Tutte parole di grande effetto, ma in cosa consistono realmente? Il self coaching è una tecnica che ci permette di essere gli allenatori di noi stessi, per diventare i migliori alleati che possiamo avere, per allenare la nostra mente a concentrarsi sui pensieri positivi e sulle cose belle che la vita ci offre. Andrea dice sempre che il cosiddetto #maiunagioia, tanto usato sui social, dai giovani e meno giovani, dovrebbe essere sostituito da #solocosebelle.

Ultimamente nelle nostre Valli Andrea ha portato serate e corsi proprio su queste tematiche, spronando a guardare più quello che si ha piuttosto che quello che manca, a cambiare la nostra percezione di noi stessi, come porci degli obiettivi realizzabili. Come il suo, per esempio. Andrea, il prossimo novembre, correrà la maratona di New York. “Non sono mai stato uno sportivo, neanche da bambino. E quando ho detto di voler tentare questa impresa tutti mi hanno preso per matto. Ma non mi importa, perché con i giusti tempi, un buon personal trainer e tanta determinazione, i 500 m che riuscivo a correre a malapena, sono diventati chilometri. E quando subentrano delle difficoltà, fisiche in particolare, le accetto ma senza mai arrendermi. Perché troppo spesso partiamo dal presupposto che una cosa può andare male. E se invece va bene? E se mi diverto un mondo? E se faccio la più bella esperienza che potessi immaginare?”. Il suo modo di fare è davvero contagioso, per chi lo ascolta, per chi partecipa alle sue serate la voglia di porsi degli obiettivi per raggiungere la felicità viene spontanea. Perché un felicitatore così lo dovete proprio incontrare nella vostra vita, per darle quella svolta che aspettavate, per diventare i migliori voi stessi.

Altro pregio di Andrea è che vuole condividere qualche consiglio utile.

Andrea, spiegaci tu, chi è un felicitatore? E soprattutto come lo si diventa?

Un felicitatore è una persona che sceglie tutti i giorni di svelare la bellezza dentro e fuori di sé (la definizione di felicità di Andrea ndr) e aiuta gli altri a fare lo stesso. Per diventare felicitatore, dopo tanti anni di studio e lettura, ho voluto seguire un percorso ideato da Letizia Espanoli, assistente sociale friulana e formatrice, che mi ha permesso di avvicinarmi al progetto “#giornifelici” e “Sente-Mente” (che sta rivoluzionando il mondo socio-assistenziale italiano e sta cambiando l’approccio e la vita di tutte le persone che convivono con le demenze). Il lavoro più impegnativo, di tutti i giorni, sta nel capire come essere felici. Le neuroscienze ci insegnano che la felicità si può allenare e quindi si tratta solo di trovare il modo giusto per farlo. È un po’ come iscriversi in palestra, lo facciamo per tenerci in forma ed essere allenati. Quando decidiamo che è giunto il momento di cambiare e che finalmente è ora di volerci più bene ci affidiamo a qualcuno di più esperto che magari ci consigli, ci informiamo, leggiamo: la stessa cosa vale per la felicità.

È per questo che si parla di coaching?

Esatto, il felicitatore è una sorta di allenatore, che accompagna le persone in un percorso di crescita in direzione della “versione migliore di se stessi”. Da diversi anni mi occupo di allenamento alla felicità e ho scoperto che ci sono molte persone che quasi si vergognano di essere felici o ritengono non sia opportuno mostrarlo. Come per esempio le mamme doppio-ruolo (lavoratrici e mamme), spesso si perdono nelle mille incombenze e doveri e dimenticano di avere anche loro il diritto di essere felici.

E come si fa ad essere felici? Quali strumenti possiamo utilizzare?

Fra gli strumenti importanti che utilizzo ci sono Il coaching, la psicologia positiva, l’intelligenza emotiva, le mappe mentali e la programmazione neuro-linguistica. E’ bene però sempre partire in maniera semplice ma efficace da un cambiamento nel nostro vocabolario. Da bambini ci insegnano che dire “voglio” è da maleducati ma quando diventiamo adulti e realmente desideriamo qualcosa dobbiamo riappropriarci nuovamente del “voglio”. Come è bene cambiare nelle nostre frasi il “devo” fare qualcosa con “scelgo” e il cominciare a farci le cosiddette “domande potenti”. Non è nemmeno facile imparare a vedere il bello che ci circonda, perché siamo condizionati dai “#maiunagioia” che è diventato ormai un mantra negativo che spesso utilizziamo per lamentarci di qualsiasi cosa. Per molte persone non è facile mettersi davanti a questi interrogativi, spesso infatti siamo proprio noi ad impedirci di essere felici. È importante celebrare i successi, farsi un regalo ogni tanto, darsi metaforicamente una pacca sulla spalla quando raggiungiamo un obiettivo. E non guardare a ciò che fanno gli altri, tutti siamo diversi. Di tanto in tanto è bene chiedersi di cosa siamo soddisfatti, quali obiettivi abbiamo portato a termine, di cosa siamo orgogliosi e soprattutto mostrare gratitudine, verso noi stessi e gli altri.

 Se scelgo di essere felice, cosa è bene fare, quali sono i passi da seguire?

Gli autori di riferimento consigliano innanzitutto di porsi obiettivi stimolanti e formulati in maniera positiva, anche dal punto di vista linguistico. Un obiettivo deve essere specifico e misurabile, ambizioso sì ma non irrealizzabile, che ci faccia uscire dalla nostra zona comfort ma che non ci metta di fronte ad ostacoli insormontabili. E deve avere una scadenza. Dobbiamo darci dei tempi di realizzazione, ciò lo rende realistico e ci ricorda il nostro impegno. Va espresso in poche parole, chiare e semplici.

Non sarà così facile però. Come si affrontano i momenti di difficoltà?

Dobbiamo ricordarci che se il perché è forte, il come lo trovo. È fondamentale porsi gli obiettivi in maniera tale che possiamo renderci conto delle difficoltà, quanti ostacoli siamo disposti ad accettare lungo la nostra strada!? Va verificato a che punto siamo con la realizzazione dell’obiettivo. Chiediamoci se ci stiamo avvicinando o allontanando, se siamo in grado di proseguire e raggiungere la meta. L’unica persona che può impedirci di raggiungere i nostri obiettivi siamo noi stessi. Dobbiamo smettere di “raccontarcela”!

Cosa ci può aiutare ad essere felici, oltre a noi stessi si intende?

È importante circondarsi di persone belle e positive. Se frequentiamo solo persone che passano il loro tempo a lamentarsi, diventeremo come loro. Come sostiene Jim Rohn (autore e speaker americano) ognuno di noi, infatti, è la media delle cinque persone che frequenta maggiormente. Dobbiamo imparare ad accettare le nostre emozioni, riconoscere i momenti difficili ed imparare ad affrontarli, trovando del buono anche in essi. Ammirare e godere della bellezza che ci circonda, magari come consiglio sempre fotografando ogni giorno almeno tre cose belle che vediamo (da un fiore ad un bel tramonto). Riguardarle la sera o nei momenti no può essere di grande conforto.

Ultimo consiglio spassionato, dopo queste istruzioni?

Tutti questi strumenti non hanno nessun tipo di controindicazione quindi perché non provare!? Meritiamo di essere felici, sta a noi decidere di esserlo davvero. E di impegnarci per perseguire i nostri traguardi. Se continuiamo a lasciare i nostri sogni nel cassetto questi saranno destinati a fare la muffa, ma se invece scegliamo e vogliamo tirarli fuori, li possiamo trasformare in obiettivi e traguardi che ci renderanno persone migliori, felici e potremmo contagiare gli altri con questa felicità e realizzazione.

Questi sono solo alcuni consigli che Andrea ci ha regalato, ma per saperne di più potete contattarlo direttamente tramite il suo sito, sui canali social (su cui è molto attivo) e sempre potete tenere d’occhio le date dei corsi che periodicamente tiene in Trentino e nelle nostre Valli (il prossimo in Fiemme e Fassa sarà a fine maggio ndr). I corsi di public speaking e comunicazione efficace, il corso di autostima e self coaching “la vita che vorrei” e i corsi #giornifelici –che hanno visto la partecipazione di molti dei nostri convalligiani negli ultimi anni- sono aperti a tutti e possono essere svolti anche per gruppi, aziende ed associazioni. I corsi ed il calendario sono disponibili sul sito di Andrea all’indirizzo: www.andreaciresa.it

Sara Bonelli

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