Punti nascita. Dopo le rassicurazioni ritorna la preoccupazione

Giovanni Zanon ha chiesto un incontro urgente con l’assessore provinciale alla Salute, Luca Zeni, per chiarire quanto pubblicato sabato sulla stampa locale in materia di punti nascita: la preoccupazione nasce da un articolo apparso su L’Adige in merito agli adempimenti normativi da mettere in atto nei presidi ospedalieri trentini, a partire da martedì, per l’applicazione della legge 161/2014 che prevede 11 ore di riposo per il personale medico. Secondo quanto riportato, la riassegnazione del personale per fare fronte alla nuova normativa andrebbe a penalizzare gli ospedali periferici, dai quali i professionisti verrebbero dirottati sui grandi centri per la copertura dei turni, mettendo a rischio alcuni servizi. L’articolo tornava quindi a parlare (dopo qualche mese di speranza) della chiusura di alcuni punti nascita di valle, tra cui Cavalese.  Immediata la reazione del presidente della Comunità Territoriale della Valle di Fiemme che si è messo subito in contatto con l’assessore Zeni: “Ritengo quanto diffuso estremamente preoccupante, in quanto a due giorni dall’annuncio dell’autorizzazione della Ministra Lorenzin alla sperimentazione sui punti nascita con meno di 500 parti all’anno, questa notizia fa ripiombare le realtà di valle in quel clima di incertezza e preoccupazione che da tempo ci attanaglia. Critico fortemente questo sistema, a mio parere voluto da una certa parte dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari che ad arte vuole creare quel clima di disaffezione e di sfiducia nei nostri ospedali di valle. Credo che la condivisione, la concertazione delle scelte, debba sempre passare attraverso un reale confronto con le amministrazioni locali: invece, stiamo assistendo a una continua e sistematica opera di delegittimazione del loro ruolo”. Zanon aggiunge: “Amministrazioni locali che, è bene ribadirlo, sono molto più responsabili di quello che si vuol far credere e sanno benissimo che non si può pretendere di avere tutte le risposta a problematiche sanitarie sotto casa, ma sanno anche che certi diritti sono assolutamente reali e funzionali alla vita in montagna.  Auspico vivamente che l’assessore Zeni, che ha già smentito quanto apparso sulla stampa, operi davvero affinché pari diritti siano garantiti a tutti gli abitanti del Trentino, e affinché quella famosa frase “Cittadino al centro” sia reale e non voglia invece significare che il cittadino si deve recare al centro”.

 

Ti potrebbero interessare anche:

Lascia un commento