Sono 3672 i cani di Fiemme e Fassa

Sono 3672 i cani residenti in Fiemme e Fassa. Un numero davvero considerevole. C’è praticamente un cane ogni otto abitanti.

Naturalmente, oltre al piacere di averli con noi, mantenerli, farci coccolare e coccolarli a nostra volta, i cani portano con sé una serie di incombenze. Costano, anche parecchio. Sono in molti, comunque, a considerare il prezzo ampiamente giustificato. La compagnia è assicurata. E c’è sempre una zampa disinteressata e paziente su cui piangere quando nessuno ci dà ascolto.

I vertici provinciali che sovrintendono il settore degli animali da affezione, da noi interrogati, hanno rassicurato sullo stato di salute dei nostri amici a quattro zampe: la rabbia è stata debellata e l’abbandono è una pratica che in Trentino è praticamente sconosciuta.

In compenso, si sta diffondendo l’abitudine di adottare cani che arrivano dal Sud dell’Italia o dall’estero e questa pratica può creare, a volte, situazioni impreviste e difficili da monitorare. Come potete osservare nella tabella che pubblichiamo nella pagina successiva, sono anche diversi cani ”strani” che vivono nelle nostre case. Strani perché inusuali alle nostre latitudini. Nella maggior parte dei casi si tratta di soggetti unici e che quindi hanno bisogno di una maggiore preparazione alla convivenza da parte dei loro proprietari. Ma non sempre tutto fila liscio.

Quando ci si trova in difficoltà si può chiedere aiuto ad appassionati o esperti del settore. Le Valli vantano alcune associazioni che per passione sono disponibili a supportare chi lo richiede, così come educatori canini. Le informazioni che abbiamo raccolto dicono che, non essendoci una legislazione stringente che regoli queste associazioni e le figure professionali, è possibile trovare un valido aiuto, ma anche incappare in consulenze sbagliate che possono addirittura peggiorare le situazioni critiche. Quindi, è meglio prestare massima attenzione a chi vi promette di rimettere in riga il vostro bel cagnolino.

Altra nota dolente è la mancanza, nelle valli, di un canile. Considerando anche il numero dei cani morsicatori (172), questa è una carenza non da poco ed un problema che l’amministrazione locale dovrebbe mettere in agenda al più presto.

Il canile di Trento, unico riferimento per Fiemme e Fassa, è un buon rifugio, peraltro ha un progetto di riqualificazione della struttura in corso. Luca Lombardini, il suo direttore, lo gestisce con professionalità e passione e Dimitri Demattè, esperto e attento educatore, lo coadiuva con saggezza e disponibilità. Ma un canile, perlomeno di prima accoglienza, sarebbe un toccasana per i nostri compagni di vita e talvolta anche per noi.

Nicolò Brigadoi Calamari

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