Spelacchio batte tutti

L’Avisio ha avuto l’opportunità di assistere alla prima assoluta di ”Ball Fiction”, (che si è tenuta alla festa annuale del Fatto Quotidiano alla Versiliana a Marina di Pietrasanta). Durante lo svolgersi dello spettacolo, mano a mano che Travaglio raccontavate le incongruità della “libera” stampa, venivamo stati colti da una “vertigine” fatta di incredulità e stupore. Notizie di poco conto ingigantite e divenute “virali” nell’immaginario collettivo, a fianco di informazioni di rilievo, (fondamentali per ben informare la pubblica opinione), ridotte a trafiletti oppure semplicemente ignorate dai principali media nazionali. Basti pensare allo stupore degli spettatori ed al nostro, nello scoprire che l’argomento più trattato è discusso nell’ultimo anno in Italia è stata la vicenda di Spelacchio che ha battuto nettamente e per distacco qualunque altra informazione riguardante il nostro paese nel 2018. Una strabordante follia comunicativa che il direttore del Fatto ha presentato utilizzando dei faldoni contenenti gli articolo pubblicati durante l’anno,escamotage che ha permesso di dare, anche visivamente, il senso della sproporzione e della strumentalizzazione in cui è caduta la stampa nazionale vitaminizzando, oltre modo, Virginia Raggi, Sindaco di Roma e con lei anche la nostra valle di Fiemme. Ci ha fatto particolarmente impressione sentire nominare per buoni cinque minuti decine e decine di articoli, servizi televisivi, commenti, dove Fiemme appariva se non “Killer natalizia” nei confronti dell’incolpevole albero. perlomeno incompetente perché poco avvezza a occuparsi di flora alpina.

Quando, anni fa, ascoltavamo Giorgio Gaber e sua canzone, (che a proposito di informazione), dice, “ tutto è falso, il falso è tutto”, ci sembrava che l’affermazione dovesse essere considerarta una esagerazione  oppure una provocazione. Ora che abbiamo la prova che la vicenda di Spelacchio è stata la più importante per la stampa “mainstream” italiana nel 2018, ci tocca riconsiderare il nostro giudizio e derubricare la frase di Gaber ad una semplice istantanea della realtà.

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