Tuffo nel passato

I vestiti tradizionali tirolesi sono tornati ad essere il capo immancabile nel guardaroba, anche in quello dei più giovani. Negli ultimi anni, con la nascita di eventi e feste a tema, prima fra tutte l’Oktoberfest di Predazzo, sono, infatti, rispuntati i classici costumi tirolesi, amati e apprezzati ora anche da ragazzi e ragazze, che sembrano riscoprire il gusto di indossare abiti che ricordano il passato. Nati come vestiti popolari, usati da contadini, cameriere e servitù, i pantaloni di pelle e gli abiti tradizionali sono stati modernizzati, negli anni Settanta dell’Ottocento, da Francesco Giuseppe: i ricchi e i nobili seguirono l’esempio del loro imperatore e ben presto gli abiti diventeranno di moda nella classe superiore. E se fino a qualche anno fa erano utilizzati da pochi “nostalgici” ora sono prima di tutto i più giovani a volerne uno. Anche per quanto riguarda colori e materiali oggi c’è molta scelta: i tessuti e i motivi tradizionali si uniscono per esempio al jeans, creando inusuali combinazioni. Oppure il gusto tirolese sposa il rock ‘n roll, dando vita anche qui a contaminazioni stilistiche innovative. Negli ultimi anni anche stilisti famosi hanno reinventato gli abiti tirolesi, dando così vita a capi che ricordano il passato ma che guardano al futuro. Diventando un abito alla moda però, il Dirndl ha perso alcuni significati: in passato, infatti, era possibile riconoscere la regione di provenienza di chi lo indossava da alcune caratteristiche dell’abito, che cambiavano da zona a zona. Anche il grembiule aveva un preciso significato: se era legato sul lato destro significava che la donna era fidanzata o sposata, mentre se lo era a sinistra voleva dire che era libera. Linguaggi nascosti del passato, che forse però sarebbe meglio conoscere… per evitare fraintendimenti!

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