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Domenica, partenza da Tesero e arrivo sull’Alpe di Pampeago

Fiato alle trombe, il tempo dei grandi scalatori e delle salite immortali è giunto all’Alpe di Pampeago, nella trentina Val di Fiemme, dove il 15 settembre i grimpeur completeranno l’ottava edizione del Trofeo Passo Pampeago, quinta prova della Südtirol.Berg.Cup 2019 che assegnerà le maglie di Campione Alto Adige/Südtirol Up-Hill strada. Qui si è fatta la storia del ciclismo, gli attori del pedale lo sanno e daranno il massimo per aggiudicarsi la mitica cronoscalata che partirà da Tesero arrivando al Passo di Pampeago dopo aver completato 10.5 chilometri e 1.019 metri di dislivello. Le iscrizioni per partecipare sono ancora apertissime, e a soli 20 euro si farà parte della contesa replicando i movimenti di chi, come Pantani e Tonkov, in passato ha regalato emozioni che ancora vibrano sull’erta trentina. Il “bang” ufficiale dell’organizzazione di US Litegosa di Panchià e Ski Center Latemar verrà dato alle ore 10.30, percorrendo il noto versante di Tesero salendo all’Alpe di Pampeago a 1757 metri s.l.m. con una pendenza media del 10%, e gli ultimi 4 chilometri davvero complessi da affrontare se non si è ben allenati, una salita non a caso scelta più volte come rush finale del Giro d’Italia.

Percorrendo a ritroso l’albo d’oro della manifestazione, nella passata edizione si impose Armin Dalvai andando sotto i quaranta minuti (38:11.22), tallonato dal bravo Andrea Zamboni, con Lorna Ciacci prima fra le donne (51:37.34). Nel 2017 toccò a Thomas Gschnitzer lo scettro di più veloce cronoman (40:07.20), mentre fu poderosa la performance di Alexandra Hober (48:38.50), nettamente davanti a Barbara Zambotti. Edizione 2016 a uno dei volti noti della manifestazione, Michael Tumler (38:12.50), ancora con la Hober protagonista (47:22.00) sulla roveretana Serena Gazzini. Nel 2015 Jarno Varesco (40:14.20), emblema e testimonial del Trofeo Passo Pampeago, ebbe la meglio su Gabriele Depaul, con la reginetta Claudia Wegmann (49:55.30) al top tra le donne cronoscalatrici. Varesco in 39:14.8 e Serena Gazzini in 46:44.3 nel 2014, con il trentino capace di fermare il tempo in uno strepitoso 38:12.03 nel 2013, ed ennesima prova superlativa di Claudia Wegmann (48:30.04). Nel 2012 Alessandro Magli (37:40) e Ilse Pertoll (56:54) conquistarono la prima edizione. E quest’anno a chi toccherà?

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Trofeo passo Pampeago, 10.5 chilometri e 1.019 metri di dislivello da Tesero al Passo

L’ottava edizione del Trofeo Passo Pampeago del 15 settembre in Val di Fiemme sarà imperdibile, da Tesero al Passo di Pampeago a partire dalle ore 10.30 per completare una delle salite mitiche del Trentino. Il tutto ad una quota tanto competitiva quanto la manifestazione, a soli 20 euro si gareggerà infatti dove il Giro d’Italia è passato in ben cinque occasioni. L’organizzazione dell’evento fiemmese è a cura del comitato di US Litegosa di Panchià e Ski Center Latemar, fornendo tutto il necessario ai concorrenti vista la complessità della cronoscalata, dai ristori al cambio indumenti, al pasta party e premiazioni (da quest’anno all’Hotel Scoiattolo di Pampeago) sino alla chiusura al traffico della strada da Pampeago al Passo, ricordando che gli spettatori potranno raggiungere la zona d’arrivo attraverso l’utilizzo della seggiovia Latemar.

La salita al Passo di Pampeago più conosciuta – di pendenza media di circa il 10% – è quella con partenza da Tesero in Trentino, ma per gli appassionati di ciclismo vi è anche un’ulteriore curiosità visto che esiste una seconda ‘scalata’ al Passo, meno nota, quella da Ponte Nova in Val d’Ega, in Alto Adige.

Il team che si occuperà di gestire l’ottava edizione del Trofeo Passo Pampeago verrà coadiuvato dall’apporto dei Vigili del Fuoco di Panchià, dalla Croce Rossa di Cavalese, dal comitato feste e dalla società impianti di Pampeago, dai volontari e non solo, molti ‘amici’ verranno a dare una mano perché il Trofeo Passo Pampeago è di tutta la comunità fiemmese, un ‘modus operandi’ vincente e diffuso in tutta la vallata trentina, che ospita ogni anno una miriade di eventi di Coppa del Mondo e gare allettanti. Il Trofeo Passo Pampeago è parte della Südtirol.Berg.Cup e la tradizionale cronoscalata vedrà i grimpeur mettersi alla prova con 10.5 km complessivi e 1.019 metri di dislivello, partendo dai circa 1.000 metri sul livello del mare di Tesero ed arrivando ai 2.000 metri del rifugio Zischgalm.

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Mi scappa da ridere

“Mi scappa da ridere” è il titolo della settima sezione della mostra di “Nati per leggere” che farà tappa a Predazzo dal 13 settembre al 5 ottobre offrendo a bambini e genitori un momento allegro e gioioso con una raccolta di libri davvero spassosa e una serie di appuntamenti per piccoli da 0 a 7 anni che si terranno tutti in biblioteca a Predazzo.
Si inizierà sabato 14 settembre con “Il filo della risata”, letture e un “laboratorio con la lana rossa” ispirato al libro “Lucy e il filo dell’amicizia”, riservato a bambini da 3 a 7 anni e tenuto da Lorenza Ongari di “Progetto Infanzia”. Martedì 24 settembre sarà dedicato ai più piccoli da 0 a 3 anni con “Più libri più sorrisi”, letture divertenti, a partire dalle ore 10.30, nello spazio bimbi della biblioteca a cura della volontaria NPL Samantha. Giovedì 26 alle ore 17 le esperte della Cooperativa “Il sorriso” terranno un incontro con i genitori su “Come organizzare una giornata spassosa con i bimbi”, mentre le Tagesmutter intratterranno i loro piccoli (da 3 a 7 anni) con letture e un laboratorio. Sabato 28 alle ore 9.00 Christian Deflorian presenterà ai genitori con i loro bambini (da 3 a 7 anni) lo “Yoga della risata”, un’attività già nota fra gli adulti, ma del tutto nuova per i bambini, quindi tutta da scoprire. Infine martedì 1 ottobre è in programma alle ore 10.30 “Il tocco del buonumore”, un incontro con Angela Deflorian dell’associazione “Gebi Fiemme” insegnante di massaggio shantala con le mamme e i loro piccoli da 0 a 12 mesi. Per tutti gli appuntamenti, ad eccezione delle letture mattutine di martedì 24, è richiesta la prenotazione. L’iniziativa è promossa come sempre dalla biblioteca di Predazzo in collaborazione con l’Ufficio per il Sistema bibliotecario trentino, la Cooperativa “Il sorriso” e “Gebi Fiemme”. Mi scappa da ridere” è una delle sezioni che compongono la nuova bibliografia di Nati per leggere, che ha l’obiettivo di promuovere la lettura tra i bambini ed i ragazzi. Recuperando il libro come strumento di crescita e formazione ma anche di coinvolgimento, ponte tra genitori e figli. Il tema di fondo è lo scherzo e il divertimento, declinato in varie forme, e senza tralasciare l’aspetto educativo. Ci sono storie ispirate alle favole, ci sono libri strani e giocosi che però fanno riflettere i bambini sulla diversità e sull’aiuto reciproco. Tutti i volumi stimolano la lettura in famiglia. I libri sono in mostra, ma altre copie sono a disposizione per il prestito.

 

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La Mangiarotti Milano a Predazzo con 36 atleti

Il Circolo della Spada Mangiarotti di Milano, una delle più antiche e prestigiose società schermistiche italiane, ha scelto Predazzo per il suo camp di inizio stagione. Dall’1 al 7 settembre, 36 atleti dai 10 ai 17 anni, accompagnati da 5 istruttori (tra cui il bicampione del mondo Sandro Resegotti), hanno trascorso una settimana alternando gli allenamenti di spada e fioretto allo Sporting Center a sedute di preparazione atletica al campo sportivo e a momenti di svago. La società schermistica è giunta in Val di Fiemme in collaborazione con l’Olimpia Basket di Milano, che ormai da anni organizza a Predazzo il suo AJP Summer Camp, che ogni estate coinvolge centinaia di giovani appassionati di pallacanestro. Quest’anno l’Olimpia ha aggiunto alle solite quattro settimane di camp tra giugno e luglio questi ulteriori sette giorni a inizio settembre, coinvolgendo anche la Mangiarotti.

Il maestro Enrico Nicolini non nasconde la soddisfazione: “Abbiamo trovato strutture sportive di altissimo livello. La pista d’atletica di Predazzo è un autentico gioiello. Siamo abituati a gareggiare in tutta Italia e devo ammettere che è difficile trovare impianti sportivi di questa qualità”, commenta lo schermidore.

L’assessore allo Sport Giovanni Aderenti, come già fatto con molti gruppi sportivi in ritiro a Predazzo, ha accompagnato i giovani schermidori al Centro del Salto: “I trampolini lasciano sempre stupefatti i visitatori, incuriositi da questa specialità sportiva e stupiti dall’imponenza dell’impianto. Accompagnare al Centro del Salto gli atleti della Mangiarotti ha avuto anche un significato particolare, visto che Milano e Predazzo ospiteranno, insieme a Cortina e ad altre località dolomitiche, le Olimpiadi invernali del 2026. È stato un po’ come creare un nuovo ponte tra noi e il capoluogo lombardo nel nome dello sport e dei suoi valori”.

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Fiemme Rollerski Cup il 14 e 15 settembre in Trentino

La lista degli atleti della nazionale azzurra di skiroll che parteciperanno al Mini Rollerski Tour, culminante con la Fiemme Rollerski Cup del 14 e 15 settembre, è stata annunciata dal direttore tecnico Michel Rainer, schierando le agguerrite gemelle Anna e Lisa Bolzan tra le senior donne, Elisa Sordello, Alba e Laura Mortagna e Maria Gismondi tra le junior, la stella Matteo Tanel, i fratelli Francesco ed Emanuele Becchis, Luca Curti, Michael Galassi, Michele Valerio, Simone Ripamonti, l’esperto trentino Alessio Berlanda e Jacopo Giardina tra i senior maschi, e Gianmarco Gatti, Riccardo Tognetti, Andrea Gartner e Riccardo Masiero tra gli junior. Una Fiemme Rollerski Cup che – visti gli itinerari “brevi” di 10 km (f) e 15 km (m) in tecnica libera mass start nella giornata di sabato, e di 13 km (f) e di 15 km (m) nella pursuit in tecnica classica (Cermis Final Climb) di domenica – metterà in gioco anche i velocisti azzurri, altrimenti tagliati fuori dalle ‘long distance’. Sono arrivati anche i nominativi dei bravi atleti di Svezia e Russia, con i primi a schierare il leader di classifica di Coppa del Mondo Victor Gustafsson, al pari del norvegese Ragnar Bragvin Andresen, quindi Johan Ekberg, Truls Gisselman e Robin Norum ora sesto, ma eletto lo scorso anno in Val di Fiemme vincitore della Coppa del Mondo. Al femminile attenzione alla fuoriclasse Linn Soemskar, seconda in Coppa del Mondo, ‘aiutata’ dalle connazionali Jackline Lockner – terza in Coppa, e Moa Olsson. L’armata rossa risponderà presente con Bolshakova, Chernousova, Hvostunkova, Konohova, Kuznetsova, la velocista Olga Letucheva poco brillante quest’anno sugli skiroll, Lukashova, Svetlana Nikolaeva, quarta nelle classifiche di Coppa, Potapova, Prokhorova e Vlasova. Tra i maschi che gareggeranno tra Ziano di Fiemme e l’Alpe Cermis ci saranno Anisimov, Berdyshev, Bezgin, Chernousov, Evgenj Dementiev, l’ex campione olimpico che lo scorso anno giunse primo sul Cermis, Goroshnikov, Grigoriev, Marchenkov, Proskurin, Tsepkov e Zhilinskiy. Delle ultime ore la lista d’arrivo dei norvegesi, a chiudere il lotto delle nazioni favorite, con Andresen a guidare la truppa composta anche da Kristian Santiago Ankersen, Jostein Olafsen, Einangshaug Henrik, Julie Henriette Arnesen, Patrick Fossum Kristoffersen e Sigurd Braathen Reigstad. La Fiemme Rollerski Cup si prospetta più incerta che mai e la speranza è che a salire sul tetto del Cermis siano i colori azzurri.

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Il 15 settembre ottava edizione del Trofeo Passo Pampeago

a salita che da Tesero porta a Pampeago, anche se relativamente breve, presenta notevoli pendenze e impone un buon grado di preparazione”. Questa, in sintesi, la definizione di una delle Grandi Salite del Trentino rimasta nella memoria degli appassionati di ciclismo e nella storia dei grandi faticatori del pedale, pronta – il 15 settembre – a far tornare in sella i corridori in vista dell’ottava edizione del Trofeo Passo Pampeago. L’US Litegosa di Panchià e lo Ski Center Latemar predisporranno un evento da non perdere, ed i grimpeur lo festeggeranno ritrovandosi a competere come i ‘giganti’ del Giro d’Italia, pedalando anche in e-bike, novità assoluta del 2019. Quella di Pampeago è una salita perfetta per effettuare una cronoscalata, partendo da Tesero e giungendo sino al Passo di Pampeago completando 10.5 km totali e 1.019 metri di dislivello. Le imprese di Pantani risuonano epiche in Val di Fiemme, come quando nel 1999 completò una delle sue ultime opere d’arte in bicicletta. L’attacco degli scalatori è impetuoso ma i chilometri scorrono lenti, senza possibilità di respirare, ma godendosi una fatica che fa sentire campioni. Anche “el Diablo” Chiappucci e “Gibo” Simoni hanno incasellato Pampeago nel proprio curriculum, tra i pascoli, i prati e le cime dolomitiche a fare da sfondo ad una contesa senza pari. Per ben cinque edizioni il Giro d’Italia è passato da Pampeago, nel 1998 partendo da Selva di Val Gardena (18.a tappa) quando vinse il russo Pavel Tonkov, nel 1999 da Castelfranco Veneto (19.a tappa) Marco Pantani si prese una bella rivincita, passando al 2003 (14.a tappa) da Marostica con Gilberto Simoni protagonista, chiudendo con un’altra 14.a tappa (2008) da Verona con Emanuele Sella vincitore a Pampeago e nel 2012 infine da Treviso in occasione della 19.a tappa conquistata dal ceco Roman Kreuziger. La prova sarà valida per la Südtirol.Berg.Cup e il comitato informa gli appassionati che pasta party e premiazioni si svolgeranno all’hotel Scoiattolo di Pampeago.

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Val di Fiemme,  in concerto un ragazzo prodigio
Steinway & Sons 18. Internationales Steinway Festival Hamburg, 9. September 2018

La Val di Fiemme si prepara ad applaudire un ragazzo prodigio. Martedì 10 settembre, alle 20.30, a Cavalese, il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme ospiterà il concerto di pianoforte di Antonio Alessandri. Questo ragazzo di 13 anni, nato a Milano, è considerato uno degli astri in ascesa del pianismo italiano ed europeo.

Antonio ha iniziato lo studio del pianoforte a 5 anni e a 7 è entrato al Conservatorio di Parma. Fin da piccolissimo ha partecipato a concorsi pianistici nazionali e internazionali, vincendo numerosi primi premi assoluti di categoria.

Nel 2018 è vincitore assoluto, con voto unanime della giuria, della finale italiana del Concorso Steinway per giovani talenti under 17. Inoltre, ha rappresentato l’Italia al Festival Steinway di Amburgo, debuttando davanti a 2300 spettatori.

Nel maggio 2019 è stato tra i giovani pianisti che hanno eseguito l’integrale in prima assoluta di “Corde e Martelletti” di Alessandro Solbiati al Conservatorio di Milano. Antonio Alessandri a ogni concerto suscita l’entusiasmo del pubblico.

Ad invitarlo in Val di Fiemme è l’Aiarp, l’Associazione italiana accordatori e riparatori di pianoforti. Il concerto sarà aperto a tutti, con ingresso libero fino a esaurimento posti.

Dall’8 al 12 settembre, l’Aiarp porta a Cavalese l’annuale “Incontro con il Pianoforte” che richiama in Val di Fiemme esperti di prima grandezza dall’Italia e dall’Europa, in collaborazione con l’Azienda per il Turismo Val di Fiemme.

Fra i relatori di Incontro con il Pianoforte 2019 il presidente di Europiano Gunther Schaible e il docente di Conservatorio Claudio Veneri, noto anche per il suo ruolo di fondatore e direttore del Museo del Pianoforte Antico di Fabriano.

Gli argomenti spazieranno dal restauro degli strumenti antichi alla presentazione di componenti innovative per la meccanica del pianoforte.

L’Incontro con il Pianoforte, che si svolgerà nella sala Pangastaldo dell’Hotel La Roccia, sarà per AIARP anche l’occasione di festeggiare il traguardo del cinquantesimo anniversario dalla fondazione: un percorso che è già sfociato nella pubblicazione del volume “Dentro il Pianoforte”. Il libro sarà presentato dal presidente dell’Aiarp Luciano Del Rio e dal giornalista e scrittore Cristiano Cameroni, autore del volume, martedì 10 settembre, alle 17.00, all’Hotel La Roccia di Cavalese. “Durante la presentazione – anticipa Del Rio – avremo modo di riflettere sul rapporto speciale che lega l’Aiarp alla Val di Fiemme e al Trentino. Negli anni il legame con questa terra e con la cultura del legno, e per estensione la cultura dello strumento musicale, ha fatto sì che proprio a Cavalese si scrivessero alcune delle pagine più memorabili della nostra storia”.

L’Aiarp ora guarda al futuro del pianoforte. “Nonostante le difficoltà del settore – riflette il presidente Del Rio – restiamo convinti che la bellezza, la profondità e la sensibilità, di cui il mondo del pianoforte è portatore, siano elementi fondamentali per la costruzione di un futuro migliore. Il giovanissimo pianista che abbiamo invitato a Cavalese è la dimostrazione vivente di quanto sia importante continuare a investire energie, tempo e risorse sui giovani”.

INFO: www.aiarp.org/incontro-con-il-pianoforte-2019

 

 

 

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Il teatro di Marco Cortesi e Mara Moschini, autori e interpreti dello spettacolo “Il Muro”, è narrazione, cinema, inchiesta e documentario. Venerdì 6 settembre 2019, il loro capolavoro andrà in scena al Palafiemme di Cavalese, dalle 20.30 alle 23.

Il Muro di Berlino è stata una delle barriere più invalicabili e letali che l’essere umano abbia mai conosciuto, in grado di tenere divisa una città per 28 anni e provocare la morte di centinaia persone. Attraverso reali testimonianze frutto di un’inchiesta giornalistica sul campo, lo spettacolo “Il Muro” rivela storie vere di determinazione, coraggio e fede nel nome della libertà e del rispetto dei diritti umani.

La storia del Muro di Berlino parla di violenza e dittature, ma allo stesso tempo del destino di migliaia di persone che decisero di scavalcare una barriera ingiusta e ignobile per conquistare il diritto di essere semplicemente “liberi”.

Lo spettacolo propone quattro storie vere raccolte da chi le ha vissute: la storia di chi pagò con la vita, di chi tentò l’impossibile, di chi non si arrese mai e di chi alla fine riuscì a cambiare il Mondo. Persone che di fronte alla domanda: “Warum – perché l’hai fatto?”, hanno dato la risposta più assurda e inaspettata. “Perché?! Für einen Traum – per un sogno”.

Lo spettacolo è patrocinato dal prestigioso Progetto Europeo ATRIUM del Consiglio d’Europa che si propone di valorizzare il “patrimonio scomodo” del continente europeo, con particolare attenzione alla memoria delle vicende più importanti della Storia Moderna e Contemporanea.

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La Marcialonga si corre in tre per solidarietà

Da quest’anno la prova a staffetta della Marcialonga Running Coop – in programma domenica 1° settembre – si corre per solidarietà. Chi sceglie di correre a staffetta (tre frazioni sul percorso da Moena a Cavalese) potrà iscriversi alla gara solo attraverso una delle associazioni di beneficenza che hanno aderito al Charity Program voluto dal comitato Marcialonga con un duplice scopo: “Promuovere la corsa a staffetta (con frazioni di 8 o 10 km, quindi accessibili a un maggior numero di concorrenti) e allo stesso tempo aiutare la raccolta fonti a sostegno di importanti progetti benefici gestiti da associazioni del territorio”, commenta il segretario generale Davide Stoffie. Le modalità sono semplici: le associazioni aderenti acquistano da Marcialonga i pettorali ad un prezzo agevolato e poi li vendono a prezzo pieno alle staffette che decidono di correre per loro. Una modalità già sperimentata con successo in altre manifestazioni sportive, come spiega Alessandro Tappa, presidente di “Sport Senza Frontiere Onlus”, che si occupa di garantire il diritto allo sport anche ai minori in difficoltà economica o relazionale, con obiettivi di inclusione e integrazione sociale, promozione di stili di vita sani e prevenzione di fenomeni di devianza giovanile: “La collaborazione con Marcialonga è nata in occasione della Milano Marathon, quando il team della Marcialonga ha corso a sostengo della nostra associazione. Da questa positiva esperienza è nata l’idea di creare una staffetta di solidarietà e un vero Charity Program anche per la versione podistica della Granfondo di Fiemme e Fassa, allargando il progetto ad altre realtà benefiche del territorio. Per la nostra esperienza, posso garantire che questa modalità è una grande vetrina per le associazioni, che non solo possono raccogliere fondi attraverso la vendita dei pettorali, ma che hanno modo di farsi conoscere e promuovere i loro progetti”.

Questa nuova modalità di iscrizione alla staffetta ha ottenuto il plauso dell’assessore allo Sport della Comunità Territoriale della Comunità Territoriale della Val di Fiemme, Michele Malfer: “Marcialonga è da sempre sensibile alle tematiche della solidarietà, confermando – edizione dopo edizione – i valori sui quali è stata fondata. È particolarmente significativo che un marchio importante come Marcialonga – capace di portare il nome di Fiemme e Fassa in tutto il mondo – si leghi in modo ufficiale ad associazioni che portano avanti in ambiti diversi importanti progetti di sostegno e attenzione all’altro. Lo sport si conferma veicolo di valori positivi: è molto più di semplice agonismo, è un’attività che fa star bene; in questo caso non solo chi corre, ma anche il prossimo”.

Le organizzazioni non profit aderenti al Charity Program sono: Gruppo Trentino Volontariato, SportAbili Predazzo, La Voce delle Donne, Sport Senza Frontiere Onlus, Africa & Sport, Croce Rossa Italiana – sezione Val di Fassa, Apeiron, Cooperativa Sociale le Rais e LILT – sezione Trento.

Sul sito www.marcialonga.it maggiori informazioni sui progetti sostenuti dalle associazioni attraverso le quali iscriversi alla staffetta. Le iscrizioni chiudono sabato 31 agosto.

 

 

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Una estate diversa

Sarà un’estate particolare per il turismo, il primo dopo la tempesta Vaia. Se il problema della percorribilità della montagna era stato messo sotto il tappeto durante la stagione invernale, la primavera ha suonato la sveglia per tutti coloro che hanno interessi e competenze sui sentieri. Come riportato ampiamente dalla cronaca locale e nazionale il maltempo ha colpito la nostra penisola da sud a nord a fine ottobre falcidiando particolarmente le foreste del Trentino orientale e del Bellunese. Una stima provvisoria parla di 8,7 milioni di metri cubi di legname schiantato per un valore di 440 milioni di euro. La provincia più colpita è stata il Trentino seguito dal Veneto. Eventi simili sono già accaduti in altre zone d’Europa ma per l’area dolomitica è la prima volta a memoria d’uomo. Molti elementi inducono a pensare che questi fenomeni estremi siano da collegare ai cambiamenti climatici. Dal 1800 la temperatura media del globo è cresciuta di quasi un grado centigrado. Una inezia per i non addetti ai lavori, molto per i climatologi. Sulle Alpi la variazione è ancora più rapida. Nel 2007 è stato registrato un aumento medio della temperatura, rispetto alle medie termiche registrate dal 1971 al 2000, di 2,5 gradi con una forte diminuzione delle precipitazioni. Il cambiamento climatico ormai è un dato di fatto, si può solo discutere sulle cause. Certamente le attività umane interferiscono sulla complessa macchina del clima. I boschi danneggiati pongono una serie di problemi che faranno sentire il loro effetto nel tempo. Nel nostro Trentino sarà necessario ripristinare circa un migliaio di chilometri di strade forestali con una spesa prevista di circa 11 milioni di euro. Altri 870 mila euro andranno per predisporre piazzali adeguati (circa 71 mila metri quadrati) per lo stoccaggio del legname . Per tutte le nuove costruzioni sia di strade sia di piazzali sarà necessario investire sette milioni di euro. Il Trentino prevede di spendere non meno di 21 milioni di euro solo per dotarsi delle infrastrutture necessarie per gli interventi nel bosco. Non sarà per nulla facile recuperare parte del legname abbattuto, un quarto del quale probabilmente resterà a terra.

La percorribilità del bosco

I boschi sono tradizionalmente frequentati da forestali, cacciatori, cercatori di funghi e proprietari che conoscono gli intimi segreti, il valore, i suoni, i profumi, il linguaggio della foresta. A questi si aggiungono i turisti che annualmente percorrono strade forestali e sentieri ma non condividono le conoscenze e competenze dei primi. Una prova lampante sta nella creazione di una segnaletica puntuale da parte della Sat (Società degli alpinisti tridentini) su una capillare rete di sentieri che un tempo venivano percorsi senza necessità di cartine, guide e frecce direzionali dal tipico colore bianco e rosso. La rete sentieristica che percorre le montagne del Trentino è fra le più complete e strutturate dell’arco alpino. Lo sviluppo complessivo dei percorsi è di 5.843 chilometri. Nelle vallate di Fiemme e Fassa ci sono 139 sentieri per una lunghezza complessiva di 594 chilometri, la distanza da percorrere con l’auto da Trento a Roma. Una prima valutazione indica che almeno un quarto dei sentieri è impraticabile o con interruzioni in più punti a seguito della tempesta Vaia. Frane, smottamenti, schianti di alberi, piene di rivi e torrenti, piani di calpestio deformati o erosi possono rendere estremamente pericoloso, se non impossibile, il transito lungo alcuni itinerari e c’è quindi la necessità di una manutenzione straordinaria che può essere affrontata solo da squadre specializzate come i boscaioli o ditte dotate di mezzi meccanici. E’ impossibile, in una sola estate mettere mano a tutti i sentieri danneggiati, per questo il gruppo di lavoro provinciale ha fissato delle priorità. Si è già lavorato per la riapertura delle strade forestali che a volte coincidono con sentieri escursionistici. L’obiettivo primario non è quello di favorire il passaggio dei turisti ma di permettere il transito dei mezzi per la raccolta del legname schiantato. Quindi strade forestali libere non significa automaticamente possibilità di percorrere i tracciati a piedi. Molti cantieri bloccheranno per mesi l’accesso agli escursionisti. Una seconda priorità è dettata dal raggiungimento dei rifugi e delle malghe dove il bestiame sale per la monticazione. Poi saranno eseguiti lavori sui sentieri di collegamento tra zone e vallate diverse. La mole degli interventi è notevole, quindi nella prossima estate ci saranno percorsi inagibili per turisti, cacciatori e fungaioli ma la parola d’ordine è: «salvare la stagione turistica».

L’informazione turistica: siti internet, App e cartelli

«Muoviti con attenzione» è l’appello rivolto agli escursionisti dalla Provincia, con una campagna a cui aderiscono enti diversi, ognuno con il suo ruolo. I vari enti come Sat, Comuni, Parchi naturali, Ecomusei sfruttando le caratteristiche di un inverno avaro di neve hanno proceduto a stilare un quadro dei danni subiti dalla rete viaria della montagna, un archivio prezioso per gestire le problematiche della prossime stagioni estive. «Già nei giorni successivi al 29 ottobre – spiega Luca Biasi del Dipartimento tecnico della Sat – abbiamo iniziato a raccogliere le prime informazioni sui danni. Attualmente funziona un gruppo di lavoro, coordinato dal commissario Raffaele De Col, che analizza le varie indicazioni provenienti dal territorio. Quotidianamente il nostro archivio viene aggiornato in modo da avere un quadro della situazione più accurato possibile». Sul sito https://sentieri.sat.tn.it/wp/ alla voce cartografia è possibile consultare l’agibilità dei sentieri (colore grigio sentiero chiuso, colore rosso aperto). Anche il sistema turistico partecipa allo sforzo informativo con il sito https://www.visittrentino.info/it/speciali/mca-it dove è possibile scaricare una App per Android o Iphone che informerà in tempo reale sulla viabilità forestale. Ci si può rivolgere anche alle aziende per il turismo di zona. Pieghevoli in più lingue sono in distribuzione negli uffici turistici ma, oltre alla diffusione di guide cartacee esiste una nuova cartellonistica all’imbocco dei percorsi escursionistici. A partire dal mese di maggio i volontari hanno affisso, sulle tabelle direzionali, un cartello indicante la chiusura del sentiero in esame. Un modo per allertare l’escursionista che più avanti incontrerà un ostacolo. Anche le ditte boschive impegnate a portare a valle il legname per legge espongono cartelli indicanti la presenza di un cantiere. Ma l’informazione non è mai sufficiente. La Provincia di Trento ha fatto affiggere 1500 cartelli a monte e a valle di altrettanti sentieri e 300 pannelli informativi nei parcheggi e nei luoghi di partenza delle escursioni.

Convivere con il pericolo

Il grande sforzo informativo non ha evitato incidenti, fortunatamente di lieve entità. Nel solo fine settimana pasquale il Soccorso Alpino ha tratto in salvo sei escursionisti. Quattro giovani del mantovano in difficoltà a Vanoi, che si erano persi lungo il sentiero che porta a malga Fossernica di dentro, a causa della neve e di alcune piante abbattute dal maltempo. In Primiero padre e figlio avevano perso l’orientamento a causa degli alberi schiantati mentre procedevano verso il Col Verde sul sentiero del Cacciatore. Anche un residente a Molina di Fiemme ha dovuto chiamare soccorso perché aveva perso la giusta direzione. Le brutte notizie non finiscono qui. I sentieri ripuliti dal legname abbattuto, risistemati dal punto di vista del calpestio e della segnaletica non sono comunque sicuri. Molti si preoccupano dell’aspetto “estetico” sull’ambiente, e degli effetti che questo avrà sui flussi turistici. Preoccupazione legittima e in parte fondata, ma non è l’imprevisto più importante. I boschi hanno nel 25% dei casi una funzione protettiva contro le valanghe e nel 10% dei casi contro la caduta massi. Inoltre proteggono da frane superficiali e colate detritiche che si mettono in moto in caso di piogge intense su pendii non protetti. È utile ricordare anche che una cospicua quantità di legname a terra per un lungo periodo e in condizioni di siccità con il documentato incremento della velocità dei venti, espone i boschi ad un maggiore rischio di incendi. Chi vive e frequenta la montagna è quindi esposto a un pericolo maggiore. «Gli interventi messi in campo – afferma la Protezione civile – mirano all’incolumità dei residenti e dei visitatori ma è una pretesa, irrealizzabile e infondata, quella di mettere in sicurezza un territorio che sicuro al cento per cento non lo è mai stato e mai lo sarà». Vaia non ha solo sconvolto il bosco ma anche la visione mitica che ne avevamo. Da luogo incantato abitato da gnomi e folletti ora dobbiamo confrontarci con i delicati equilibri di un ambiente fragile e instabile.

Gilberto Bonani

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