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Ecco Avisio di Marzo 2020. All'interno, lo SPECIALE CORONAVIRUS

E’ arrivato l’Avisio di Marzo 2020. Questo numero contiene oltre 10 pagine dedicate all’emergenza Coronavirus, oltre alle consuete inchieste, interviste, curiosità e tanto altro. Scaricatelo utilizzando il tasto download qui a fianco. Buona lettura!

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In serata, sarà messo in rete il nuovo numero dell’Avisio che conterrà un ampio reportage, tutto dedicato all’impatto del Coronavirus nelle nostre valli.

Corona virus, il primo caso è a Cavalese

Il nostro ospedale è pronto alle eventuali emergenze

Come tutti i presidi ospedalieri del nostro territorio anche l’ospedale di Cavalese è preparato a gestire eventuali emergenze legate alla diffusione del coronavirus Cavalese. Per poter definire un caso come “sospetto” gli operatori sanitari si basano su un doppio criterio: clinico (il paziente ha sintomi influenzali) ed epidemiologico (il paziente viene da una zona a rischio o è stato a contatto stretto con un contagiato). A fronte di un caso sospetto, l’Azienda provinciale per i servizi sanitari ha definito nel dettaglio le procedure da seguire nei diversi contesti: sul territorio, negli ospedali e negli ambulatori, al pronto soccorso. Per i cittadini l’indicazione è sempre quella di non presentarsi negli ambulatori dei propri medici o al pronto soccorso, ma di chiamare il medico di famiglia o il numero verde per fare prima un “triage telefonico”. In caso di emergenza il riferimento è sempre il 112. Per confermare un “caso sospetto” è necessario effettuare un tampone nasofaringeo. Se il tampone risulta positivo, siamo di fronte ad un’infezione da coronavirus (che andrà comunque confermato da parte dell’Istituto superiore di sanità) e il personale lo gestirà applicando correttamente le tradizionali regole da rispettare nel caso di malattie infettive più o meno pericolose (morbillo, varicella, tubercolosi etc).

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Coronavirus: informazioni ai cittadini

Evitare di recarsi in pronto soccorso o negli ambulatori dei medici di famiglia se si ha la febbre, tosse e problemi respiratori e contattare telefonicamente il proprio medico di famiglia o la guardia medica per concordare tempi e modi della visita. Attivato un pre-triage con un percorso immediato e un’area dedicata per persone che presentano sintomi influenzali. Queste le ultime misure decise per diminuire le occasioni di contagio nelle sale di attesa degli ambulatori dei medici e nei pronto soccorso dell’Apss.

Decise dalla taskforce coronavirus dell’Apss le misure per diminuire le occasioni di contagio nelle sale d’attesa. In questa fase epidemica, è fortemente raccomandato ai pazienti con sintomi influenzali (febbre, tosse e problemi di respiro), prima di recarsi nello studio del medico di medicina generale o pediatra di libera scelta, di contattare il professionista al telefono. Il medico, attraverso alcune domande, farà un’anamnesi individuando eventuali casi a rischio per i quali sono previste modalità di presa in carico specifiche.

Anche per l’accesso agli ambulatori di Continuità assistenziale (Guardia medica) è stato disposto l’obbligo di appuntamento telefonico.

Per quanto riguarda l’accesso ai pronto soccorso degli ospedali trentini è stato deciso di attivare un’area di pre-triage e un percorso dedicato per le persone che presentano sintomi influenzali e che provengono da zone a rischio. Per evitare il contatto con gli altri pazienti saranno dotate di mascherina e invitate a lavarsi le mani con soluzione idroalcolica.

Il punto di pre-triage è attivo da questa mattina all’ospedale di Arco e da pomeriggio al Santa Chiara di Trento; a partire da domani, sarà attivato negli altri ospedali trentini.

Per le informazioni sul Covid-19, oltre al numero nazionale di pubblica utilità 1500, è disponibile in Trentino, il numero verde 800 867 388 (dalle ore 8 alle ore 20) che fornisce indicazioni sanitarie e tecniche.

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Il 29 febbraio arriva la Nanna al museo

Taglio del nastro per il Baby Pit Stop UNICEF a Predazzo, un nuovo spazio dedicato ai bambini e ai loro genitori all’interno del Museo geologico delle Dolomiti, sede territoriale del MUSE.

Un luogo protetto e accogliente, a disposizione non solo dei visitatori del museo ma di tutta la cittadinanza, in cui le mamme si sentano a proprio agio per allattare il loro bambino, accudire i bebè e provvedere al cambio pannolino. L’iniziativa, nata in collaborazione con il Comitato Trentino dell’UNICEF e in sinergia con la levatrice Antonina Bonarrigo, membro attivo del Comitato in Val di Fiemme, rientra nell’ambito di “Ospedali & Comunità Amici dei Bambini” con cui l’UNICEF si pone come obiettivo l’allestimento in Italia – a cominciare dalle proprie sedi territoriali: i Comitati Provinciali e i Punti di Incontro – di circa 1.000 Baby Pit Stop.

“Per il museo, l’essere parte della rete dei Baby Pit Stop UNICEF è sicuro motivo di soddisfazione e rappresenta un altro importante tassello nell’offerta dei servizi pensati per andare incontro alle necessità della comunità e dei visitatori. Nell’aderire con entusiasmo all’iniziativa del comitato Trentino dell’UNICEF il museo è da oggi in grado di offrire uno spazio dedicato alle esigenze della prima infanzia a disposizione di tutta la cittadinanza, coerentemente con la propria mission di istituzione al servizio della collettività”, spiega Riccardo Tomasoni, responsabile del Museo geologico delle Dolomiti di Predazzo.

L’attenzione per i più piccoli non si ferma solo allo spazio fisico. Il museo apre a questa fascia d’età anche con laboratori e attività didattiche, e a mamme e papà con un programma di incontri  tematici per sostenere la genitorialità. Tra le iniziative più attese, la Nanna in museo, in programma sabato 29 febbraio, l’occasione per visitare in modo inconsueto la struttura e vivere un’avventura geologica che dura un’intera notte (prenotazione obbligatoria t. 0462 500366; maggiori info qui).

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“Palla a due”con Toto Forray a Cavalese

 “Palla a due” torna in Val di Fiemme: il ciclo di appuntamenti dedicati al basket organizzati da Aquilab, il laboratorio di progetti sociali e territoriali della Fondazione Aquila, propone una serata a Cavalese, il 20 febbraio alle 20.30 nell’auditorium “E. Zeni” dell’istituto d’istruzione “La Rosa Bianca”. Quest’anno l’ospite d’onore sarà Toto Forray, capitano e vera e propria bandiera della Dolomiti Energia: arrivato a Trento nel 2011, Forray è stato l’anima della cavalcata bianconera che ha portato l’Aquila dalla B1 fino alla doppia finale scudetto del 2017 e 2018.

La serata – organizzata in collaborazione con la Commissione Sport della Comunità Territoriale della Valle di Fiemme, il Comune di Cavalese, l’istituto di istruzione “La Rosa Bianca”, il Distretto Famiglia e il Val di Fiemme Basket – sarà l’occasione per conoscere più da vicino un simbolo dello sport trentino dell’ultimo decennio, spaziando tra vari temi e argomenti: si parlerà di vittorie e di sconfitte, di valori e di impegno, di sport e di vita.

Durante la serata ci sarà anche l’occasione per presentare il progetto “Dove osano le Aquile”, iniziativa dei Rotary Club del Trentino e della Fondazione Aquila per lo Sport Trentino che guarda al basket come opportunità di inclusione e pratica sportiva aperta a tutti. In Val di Fiemme questo progetto si è concretizzato grazie alla collaborazione di Val di Fiemme Basket e Anffas, che hanno creato una squadra di una quindicina di ragazzi che si sta avvicinando, con allenamenti periodici, alla pallacanestro. Durante la serata del 20 febbraio, i giovani atleti verranno presentati alla comunità. Il progetto ha ricevuto il plauso e il patrocinio della Comunità Territoriale della Val di Fiemme, che ha collaborato alla sua realizzazione condividendone appieno le finalità di inclusione e di diffusione di un concetto di sport senza barriere.

 

 

 

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Uomo-donna, istruzioni per l'uso

È un San Valentino a teatro quello proposto dal Comune di Predazzo all’interno della Stagione Teatrale 2019/2020, organizzata anche quest’anno con i Comuni di Tesero e Cavalese con il supporto del Coordinamento Teatrale Trentino. “Uomo-donna, istruzioni per l’uso” – di e con Fiona Bettanini e Diego Ruiz, con la regia di Pino Ammendola e Nicola Pistoia – è, infatti, in calendario venerdì 14 febbraio alle 20.45 nel teatro comunale. In concomitanza con il debutto dell’edizione inglese a Londra, torna, per festeggiare il ventennale dalla prima esibizione, lo spettacolo che è stato un vero fenomeno teatrale sia in Italia che all’estero. La commedia ha già fatto ridere migliaia di spettatori, curiosi di spiare questa coppia di amici che si ritrova a dover condividere il letto di un motel. Da quel letto non scenderanno mai, ma su quel letto affronteranno le loro più intime paure, le reciproche curiosità, le difficoltà mai ammesse, e riusciranno a confessarsi segreti e tabù mai pronunciati prima, il tutto ridendo delle proprie debolezze.

I biglietti in prevendita (15 euro intero, 13 euro ridotto) sono acquistabili presso gli sportelli delle Casse Rurali e sul sito www.primiallaprima.it fino alle 15.30 del giorno dello spettacolo. Gli ingressi, se ancora disponibili, potranno essere acquistati anche presso la biglietteria del teatro, dalle 20.00 alle 20.45 di venerdì 14 febbraio.

 

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7 FEBBRAIO, GIORNATA NAZIONALE CONTRO BULLISMO E CYBERBULLISMO A SCUOLA

Bullismo e cyberbullismo sono i fenomeni più temuti subito dopo violenza sessuale e droghe; più di 4 ragazzi su 10 hanno subito atti bullismo, 6 su 10 hanno assistito a fenomeni di violenza in rete e non; il cyberbullismo fa paura a quasi il 40% degli intervistati. Ma sono gli stessi adolescenti ad ammettere di non essere stati solo vittime di fenomeni di bullismo e/o cyberbullismo: un ragazzo su 10 dichiara di essere stato anche “carnefice”. Eppure, anche nei fenomeni di bullismo e cyberbullismo ci sono differenze di genere. Le ragazze sono le più colpite in rete. È quanto emerge dai risultati dell’Indagine realizzata dall’Osservatorio indifesa di Terre des Hommes e ScuolaZoo che hanno raccolto timori e opinioni di oltre 8.000 adolescenti italiani su bullismo, violenza e molestie online.

 Bullismo e cyberbullismo sono le minacce più temute da oltre un adolescente su 3, subito dopo violenze sessuali (31,73%) e droghe (24,76)[1]. 6 adolescenti su 10 hanno assistito ad atti di bullismo e/o cyberbullismo. Quasi la metà degli adolescenti ha vissuto sulla propria pelle atti di bullismo da parte di compagni (44,9%, che sale al 46,5% nei maschi). A differenza del cyberbullismo che invece colpisce di più le ragazze: il 12,4% delle giovani ammette di esserne state vittima, contro il 10,4% dei ragazzi. A questo si somma la sofferenza provocata dai commenti a sfondo sessuale, subìti dal 32% delle ragazze, contro il 6,7% dei ragazzi. Tra le molestie online, le provocazioni in rete, conosciute come “trolling”, disturbano il 9,5% degli adolescenti, ma colpiscono di più i maschi (16% delle femmine (7,2%). È questa l’allarmante fotografia scattata da Terre des Hommes e ScuolaZoo attraverso i risultati dell’Indagine dell’Osservatorio indifesa, che ha raccolto le opinioni di 8mila ragazzi e ragazze delle scuole secondarie in tutta Italia su violenza, discriminazioni e stereotipi di genere, bullismo, cyberbullismo e sexting diffusi in occasione della Giornata Nazionale contro bullismo e cyberbullismo a scuola e del Safer Internet Day.

Tra le ansie degli adolescenti italiani sui temi legati a bullismo e cyberbullismo è proprio la violenza in rete a fare più paura. Il cyberbullismo viene infatti percepito da 4 adolescenti su 10 (39,7%) come molto rischioso; ad essere più preoccupati sono i maschi (43,2%), rispetto alle femmine (38,2%). Al secondo posto troviamo la paura di diventare bersaglio di trolling e di subire molestie online, con il 37,3%. Qui ad essere più preoccupate sono le ragazze (39,5%) contro il 31,7% dei maschi. La perdita della propria privacy è considerato un rischio dal 33,1% degli adolescenti, con lo scarto di un punto tra femmine e maschi, a favore di quest’ultimi. Il 32% delle ragazze teme di diventare bersaglio di appellativi volgari, cosa che preoccupa solo il 21,8% dei ragazzi. Essere adescate online è l’incubo da una ragazza su 3 (28,4%). Chi vive queste esperienze sviluppa sentimenti di vergogna, ansia e malessere – anche fisico – e le conseguenze, come la bassa autostima, si possono protrarre fino all’età adulta se l’adolescente non viene correttamente aiutato a superare il trauma.

 Tra i rispondenti al questionario ci sono anche coloro che mettono in pratica atti di bullismo e/o cyberbullismo: 1 ragazzo su 10 ammette di aver compiuto atti di bullismo e/o cyberbullismo, mentre la percentuale si dimezza quando a rispondere sono le ragazze.

 La violenza tra pari, online e offline, è una realtà con cui i nostri ragazzi e ragazze devono fare i conti. Realmente subìta, o soltanto percepita, entra nelle loro vite, probabilmente li agita e li condiziona e lascia dei segni sulla loro personalità”, dichiara Paolo Ferrara, Direttore di Terre des Hommes. “È una violenza fatta di contatto fisico, ma ancora più spesso è un attacco alle proprie insicurezze, a quella identità che va formandosi, in modo sempre più marcato, proprio negli anni dell’adolescenza. Questo ci dice l’Osservatorio indifesa, diventato ormai un punto di riferimento unico, per contenuti e numero di ragazzi coinvolti, nel panorama italiano. Un luogo di ascolto fondamentale che ha permesso a Terre des Hommes e ai suoi partner di costruire percorsi di partecipazione giovanile sempre più innovativi e coinvolgenti, quali il Network indifesa o il ProteggiMI Tour”.

L’Osservatorio indifesa è nato per raccogliere le opinioni degli adolescenti italiani attraverso un questionario somministrato online attraverso i canali della Community ScuolaZoo e le scuole italiane coinvolte con la Campagna indifesa.

 Gli straordinari risultati ottenuti (in tre anni il numero di studenti rispondenti si è quadruplicato!) sono stati possibile grazie all’amplificazione che ScuolaZoo ha dato al questionario attraverso il proprio sito e profilo instagram seguito da oltre 4 milioni di follower.

Il testo del questionario è stato rivisitato grazie all’apporto dei R.I.S – Rappresentanti d’istituto ScuolaZoo (unico network in Italia di rappresentanti d’istituto apartitici) per rendere il linguaggio più vicino al target di riferimento. ScuolaZoo ha poi portato Terre des Hommes in tour nelle proprie assemblee d’istituto facendo arrivare il questionario direttamente nelle scuole.

ScuolaZoo è il media brand di riferimento della Generazione Z perché sensibilizza e aiuta gli studenti italiani a creare una propria coscienza civica, ed è in grado di parlare il loro linguaggio   accorciando le distanze tra il mondo delle istituzioni e quello dei giovani.

 Viviamo ogni giorno i ragazzi, per questo conosciamo il loro linguaggio” – commenta Francesco Marinelli, editor in chief di ScuolaZoo – “la Generazione Z non è quella che spesso viene dipinta: è invece attenta ed altruista, si tratta solo di coinvolgerli nella maniera corretta e utilizzare i loro canali. Noi lo facciamo quotidianamente e riusciamo a portare loro i messaggi che le istituzioni e le associazioni vogliono trasmettergli”.

Il bullismo è sintomo di un forte disagio e malessere della nostra società”, dichiara Marialessandra Caputi, presidente di Kreattiva. “È l’espressione di una sofferenza psicologica che si esprime a livello relazionale e che pertanto va trattata coinvolgendo in modo sinergico e sistemico tutti gli attori e le agenzie educative fondamentali per la crescita dell’essere umano”.

Per la Giornata Nazionale contro bullismo e cyberbullismo a scuola Terre des Hommes presenta anche il video @pri gli Occhi# del regista Stefano Girardi. Il corto realizzato dalla casa di produzione Moovie On parte dall’idea che nel fenomeno del bullismo coabitino due generi di carnefici. Quelli che attuano fisicamente il sopruso e quelli che, al posto di indignarsi ed intervenire, si girano dall’altra parte o, peggio ancora, avallano questi comportamenti. Tale connivenza diventa, nel caso del cyberbullismo, ancora più forte ed amplificata dall’utilizzo dei social network. Qui, i “bulli indiretti” svolgono la parte più feroce condividendo questi contenuti senza pensare alle conseguenze.

Nella storia il video diventa virale e, come una palla di neve, si ingrossa sempre di più distruggendo quello tutto quello che trova”, afferma Girardi. “Chi guarda questi video e condivide questi atti vessatori trovandoli divertenti in realtà non li sta guardando veramente, ha gli occhi chiusi, perché se li vedesse per quello che sono, li aprirebbe. Questo è il nostro augurio, educare i ragazzi ad aprire gli occhi per intervenire in difesa dei più deboli”.

IL NETWORK INDIFESA E L’OSSERVATORIO SUGLI ADOLESCENTI ITALIANI

Da due anni Terre des Hommes, assieme all’associazione Kreattiva, ha dato vita al Network indifesa, la prima rete italiana di WebRadio e giovani ambasciatori contro la discriminazione, gli stereotipi e la violenza di genere, bullismo, cyber-bullismo e sexting. La rete, fondata sulla partecipazione e il protagonismo dei ragazzi e delle ragazze attraverso il coinvolgimento attivo in tutte le fasi del progetto, è nata da un progetto pilota che nel 2018 ha visto la partecipazione di diverse web radio scolastiche pugliesi stimolando gli studenti degli istituti secondari di secondo grado a realizzare programmi radio mirati alla conoscenza e alla riflessione su violenza, discriminazioni e stereotipi di genere. Dopo essere stata ospite dell’ultimo Radio City Milano, adesso Radio indifesa si sta estendendo a tutto il territorio nazionale grazie anche al finanziamento del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di BIC® e BIC Foundation. Al network hanno già aderito 12 WebRadio di tutto il territorio nazionale. Per info: www.networkindifesa.org

Dal 2014 Terre des Hommes, in collaborazione con ScuolaZoo, porta avanti l’Osservatorio indifesa, uno strumento per ascoltare la voce dei ragazzi e delle ragazze italiane su violenza di genere, discriminazioni, bullismo, cyberbullismo e sexting. Dal suo avvio a oggi più di 20.000 ragazzi e ragazze di tutta Italia sono stati coinvolti tramite il sito e il canale instagram di ScuolaZoo (4 milioni di follower) in quello che rappresenta, a oggi, l’unico punto d’osservazione permanente su questi temi. Uno strumento fondamentale per orientare le politiche delle istituzioni e della comunità educante italiana.

La Campagna “indifesa” di Terre des Hommes è nata per garantire alle bambine di tutto il mondo istruzione, salute, protezione da violenza, discriminazioni e abusi. Con questa grande campagna di sensibilizzazione Terre des Hommes ha messo al centro del proprio intervento la promozione dei diritti delle bambine nel mondo, impegnandosi a difendere il loro diritto alla vita, alla libertà, all’istruzione, all’uguaglianza e alla protezione. Tutto ciò a partire da interventi sul campo volti a dare risultati concreti per rompere il ciclo della povertà e offrire migliori opportunità di vita a migliaia di bambine e ragazze nel mondo.

 [1] Il bullismo è temuto dal 16% e il cyberbullismo da quasi il 15%, Osservatorio Indifesa Terre des Hommes ScuolaZoo 2020.

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Anche i tronchi fanno la doccia

Questa valle non ha più pareti… ma cataste di alberi. Per fortuna non disturbano il paesaggio. Tutt’altro: il legno ha l’innata capacità di scaldare l’atmosfera. Mentre diverse strade e molti piazzali sono letteralmente rivestiti da cataste, a Predazzo è sorto addirittura un “centro benessere” per i tronchi abbattuti dalla tempesta Vaia del 29 ottobre 2018.

Qui il Servizio Foreste della Provincia, in collaborazione con il Servizio Bacini Montani, ha completato a fine ottobre il piazzale “Prà Tondo” icon un lavoro durato poco più di tre mesi, sulla riva del torrente Travignolo, ai piedi del monte Malgola. Ospiterà 65.000 metri cubi di legname e, per garantire la sicurezza dei turisti che passeggiano sul sentiero “Rododendri”, l’area è stata delimitata da una lunga staccionata di larice.

Qui un sofisticato sistema di irrigazione bagnerà i tronchi perchè si conservino più a lungo.

Infatti in questa “oasi del legno”, unica in Trentino, sono state installate 28 docce d’acciaio inox alte otto metri. Quando la prossima estate saranno azionate, avvieranno un processo di idratazione che eviterà screpolature e spaccature nella superficie dei tronchi. Grazie all’umidità, il legno resterà intatto in attesa della commercializzazione.

Il piazzale, lungo 400 metri e con una superficie totale di oltre 19mila metri quadrati, sorge su un’area del Demanio Idrico della Provincia. La sua gestione è stata formalmente ceduta alla Magnifica Comunità di Fiemme.

Gli oltre 30mila metri cubi di materiale utilizzato per creare il piazzale sono stati ricavati dallo svaso della vicina piazza di deposito, a monte della briglia filtrante sul torrente. Quest’opera di svaso ha tra l’altro aumentato notevolmente la sicurezza idraulica dell’abitato di Predazzo.

L’irrigazione – l’acqua proviene dalla falda del torrente Travignolo – sarà programmata e regolata con un sistema bluetooth anche grazie ad una nuova linea elettrica che alimenta l’impianto di pompaggio.

“Per noi sarà un lavoro di studio e sperimentazione – sottolinea Stefano Cattoi dell’Ufficio Tecnico Forestale della Magnifica Comunità di Fiemme – visto che questa è la prima esperienza in Provincia di Trento. Ci auguriamo di riuscire a mantenere la qualità del legno per i prossimi 2-3 anni”.

L’ente storico, a poco più di un anno dalla tempesta, è già riuscito raccogliere quasi la metà degli alberi che si sono schiantati al suolo.

Se il freddo e la neve da una parte rallenteranno il lavoro di raccolta di tronchi nei boschi, dall’altra spingeranno il piede sull’acceleratore del lavoro di vendita del legname, anche se ovviamente – avendo fatto crescere l’offerta – il mercato si sta stabilizzando su valori molto più bassi rispetto al periodo pre-Vaia. A fine ottobre circa 50mila metri cubi di legname sono stati portati alla segheria di Ziano mentre altri 18mila metri cubi sono già stati ritirati dagli acquirenti direttamente sui piazzali.

La speranza ora è di svuotare molti spazi occupati dalle cataste.

Intanto, molti danni provocati dalla tempesta sono stati riparati. La Magnifica Comunità di Fiemme è riuscita a ripristinare i pascoli e diverse malghe. Una cinquantina di strade forestali sono state sistemate e con loro anche l’80% dei sentieri forestali danneggiati, ben 44 km. Entro la fine del 2020 buona parte dei lavori saranno terminati.

Ai danni della tempesta, lo scorso 5 dicembre, si è aggiunto l’incidente alla segheria di Ziano della Magnifica Comunità di Fiemme. Dopo l’incendio di più di un anno fa, un altro silos di segatura è finito in fiamme e anche parte del tetto della segheria è rimasto interessato dal fuoco.

Beatrice Calamari

 

 

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Un campeggio ecosostenibile (e di lusso) ci salverà?

Queste sono le nuove frontiere dell’ospitalità. in futuro gli “albergatori” dovranno vendere non solo o non tanto servizi ma esperienze ed emozioni. Questa è la ragione per cui i “Tentsile Experience Camps” stanno cominciando ad avere così tanto consenso in giro per il mondo.

Le tende Tentsile sono state brevettate e ora commercializzate da una società irlandese e il loro format va ben oltre il glamping (cioè il glamour camping) che va tanto di moda di questi tempi.

Immaginate una canadese molto spaziosa (ce ne sono anche con la capienza per quattro persone) con una base triangolare: ad ogni vertice c’è una fettuccia lunga anche una ventina di metri che va legata al tronco di un albero in modo tale che la tenda, alla fine, rimanga a mezz’aria sul terreno.

Al di là della qeustione puramente tecnica, questo format ha due implicazioni successive: in primo luogo, questa tenda permettere legalmente di dormire ovunque perchè – non intaccando il suolo – non ci sarebbero vincoli di sorta. Immaginate come sarebbe fare la traversata del Lagorai, dalla Valsugana fino al Passo Rolle, dormendo comodamente in mezzo alla natura selvaggia in questo modo. La tenda ha un volume e un peso tali che può tranquillamente essere portata anche in bici. Detto ciò, provate invece ad immaginare un intero campeggio organizzato con queste tende, con tutte le strutture necessarie ma che non lasciano una sola traccia della sua presenza…

É quello che è accadutato a Vigevano…

…non troppo lontano da Milano, lungo il Ticino. La scorsa estate infatti è stato inaugurato il Nido nel Parco, il primo tensile Experience Camp italiano dove le tende “volano” a un metro da terra. Il fatto clamoroso è che il campeggio si trova all’interno del Parco Naturale della Valle del Ticino, una delle aree verdi più protette e regolamentate d’Italia in quanto Riserva della Biosfera dell’Unesco. C’è voluto tempo ma la burocrazia non ha potuto che approvarne la presenza. “A fronte di vincoli legittimamente molto restrittivi, siamo riusciti ad aprire il campeggio nel Parco Naturale e subito ha avuto ottimi riscontri sia dai turisti italiani che hanno scoperto questa area della Lombardia sia dai turisti stranieri che, atterrando nella vicina Malpensa, preferivano soggiornare nel campeggio – almeno per una notte – anzichè correre in città a Milano”, ci dice Adriano Ribera, uno dei titolari della società che importa e distribuisce le tende in Italia.

“In questo campeggio non si arriva di certo in camper nè con le proprie tende da piantare ma bisogna prenotare un pernottamento come in un albergo: ci sono a disposizione solo dieci piazzole e 24 posti letto totali, consapevolmente limitati per ridurre al massimo l’impatto ambientale. Qui tutto è ecofriendly”.

Le tende sono dotate di tutti gli accessori – dalle reti antizanzara a sistemi per il riscaldamento notturno e invernale fino alle lampade a batterie solari che diventano powerbank per ricaricare smartphone e tablet. Hanno addirittura una scaletta e una botola per rendere possibile l’accesso da sotto nel caso vengano montate ad altezze notevoli. Alle tende poi vanno aggiunti una reception, magari con un bar e una tavola calda, una struttura di servizio per bagni e docce, una zona comune con un camino e magari una serie di passerelle di legno che collegano una piazzola ad un’altra: “Ci sono Experience Camp in tutto il mondo: in Canada, negli Stati Uniti, in Costarica, come in Estremo Oriente. La prossima estate ne apriranno anche in Svizzera e, con ogni probabilità, anche uno in Alta Pusteria. E ce ne sono ben 11 nella sola Finlandia che peraltro registrano più ospiti in inverno che in estate!”, conclude Adrianio Ribera. E, a fronte del fatto che una tenda da due posti viene venduta a circa 250 euro a notte (!), va anche detto che gli Experience Camp non riescono a soddisfare le richieste! Queste speciali tende sospese, peraltro, sono già state esposte al Moma di New York, alla Cité de l’Architecture di Parigi come all’ISPO di Monaco, ricevendo numerosi premi internazionali epr il design.

Il mood è chiaro…

…provare l’esperienza di stare veramente a stretto contatto con la natura, in mezzo alla foresta, oltre i limiti a cui siamo abituati, più o meno lontano dalla civiltà: andare a letto al tramonto e svegliarsi all’alba, vedere le stelle senza alcuna forma di inquinamento luminoso, passare il tempo attorno ad un focolare a chiacchierare, ascoltare il silenzio della notte, incrociare lo sguardo di qualche animale del bosco, provare anche il piacere della vita spartana – o quantomeno più spartana del solito.

Provate ad immaginare due tipi diversi di camp che poi possono essere messi in opera con mille variazioni sul tema: un campeggio veramente wild e spartano (forse più adatto al turista del Nord Europa) e uno estremamente lussuoso e confortevole, pur senza abbadonare la sua natura e la filosofia Leave No Trace, codificata anni fa oltre oceano da una severa associazione ecologista americana.

Tutto il campeggio è facilmente smontabile nel giro di pochi minuti e non rimarrebbe alcun segno del passaggio di chi ci ha sostato. Perfino i 4 cm di corteccia che vengono a contatto con le fettucce delle tende vengono preservati da speciali protezioni che ne impediscono l’abrasione.

La soluzione per le nostre valli?

Prendetela come una provocazione: ma un Experience Camp come questo non ci starebbe proprio bene nelle nostre valli? Se la Fassa e la Val di Fiemme potessero contare su un’ospitalità di questo genere, moderna, sostenibile e molto trendy, questo aiuterebbe la qualità dell’offerta, soprattutto in un momento in cui ci si avvicina alle Olimpiadi e la domanda crescerà. Sarebbe un’ottima idea per un imprenditore che voglia massimizzare gli investimenti. Sarebbe perfetto per un impiantista che ha già un rifugio in quota e molto bosco vicino ad una seggiovia che ha già una destinazione d’uso turistica, conditio si ne qua non. Sarebbe perfetto per chi ha un albergo a 4 stelle vicino al bosco che potrebbe così aumentare il numero di posti letto spendendo un centesimo di quello che gli costerebbe tirar su una dependance. Potrebbe perfino creare un pacchetto “Natura” facendo pagare al cliente sette notti ma occupando la stanza in realtà solo per sei giorni… Pensate alle scuole che potrebbero portare le classi fuori stagione a prezzi convenzionati per far vivere ai bambini la relatà della natura.

Ne immaginiamo uno al Passo Lavazè o appena sopra Bellamonte, se non direttamente dentro al Parco di Paneveggio. Magari sui terreni della Magnifica Comunità. Una struttura del genere contribuirebbe a far dimenticare i danni della tempesta. Oppure lo vedremmo sul Monte Cauriol e all’Alpe di Pampeago, in Val Durion (non lontano dal Rifugio Micheluzzi) o in Val Contrin, a Pian Trevisan o a Pian de Schiavaneis.

E per aumentare la soddisfazione (e lo scontrino) degli ospiti, si potrebbe proporre loro numerose attività outdoor – dallo yoga sulla riva del fiume all’alba al bouldering, dai corsi di land art fino alla E-MTB e alle lezioni di massaggi ayurvedici nel bosco.

Qualcuno ci sta pensando su?

Enrico Maria Corno

 

 

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L'Unione Ristoranti Buon Ricordo  celebra il Foresta di Moena

Tutti conoscono i Ristoranti del Buon Ricordo perchè sono la prima associazione italiana di ristoratori fondata nel 1964 con lo scopo di salvaguardare e valorizzare le tante tradizioni e culture gastronomiche italiane. Forse però pochi sanno che ci sono solo due ristoranti – tra le decine e decine presenti sul territorio nazionale – ad onorare la cucina trentina. Il primo è il Ristorante Da Pino di San Michele all’Adige mentre l’altro è il Foresta di Moena che, nella persona di Walter Schacher, ha presenziato a Milano alla cerimonia annuale per festeggiare i nuovi ristoranti aderenti all’affiliazione. E i nuovi piatti proposti dagli chef.

“L’Associazione è famosa proprio per il piatto del buon ricordo. Oggi come un tempo, ciò che ci caratterizza è proprio l’idea di regalare un piatto dipinto a mano dagli artigiani della Ceramica Artistica Solimene di Vietri sul Mare su cui è effigiata la specialità del locale. Il piatto, comune nelle fattezze tra tutti i locali associati, viene regalato dal ristoratore agli ospiti che hanno ordinato la pietanza più caratteristica della zona segnalata in menu, in memoria della piacevole esperienza gastronomica”, ci dice Walter.

“Noi quest’anno abbiamo deciso di cambiare il nostro Piatto del Buon Ricordo – come previsto dallo statuto dell’Unione – promuovendo nel menu il guanciale di manzo con una riduzione al teroldego doc con polenta di storo. Per noi è un piatto storico che abbiamo in carta da tre generazioni e che i nostri clienti abituali ci richiedono spesso: ora, per l’occasione, abbiamo creato una variante aggiungendo anche una granella di pistacchi e del cioccolato fondente al 70%”.

La serata di degustazioni organizzata a Milano alle Officine del Volo ha confermato il successo che questo piatto può avere tra i clienti del Foresta, dato che sono state servite decine di porzioni ai presenti che se ne sono andati immancabilmente con un sorriso.

“Alle tavole dei ristoranti del Buon Ricordo si vive un’esperienza conoscitiva ed emozionale. Questa è la ragione per cui anni fa abbiamo deciso di aderire. Ci piace l’idea che l’associazione si prenda cura di far crescere e tramandare le tradizioni e i sapori della storia della nostra cucina e siamo orgogliosi di farne parte. Così si possono riscoprire gli antichi sapori dimenticati e se ne possono gustare di nuovi, grazie alle sapienti mani di chi ne compone gli ingredienti.

Proprio perchè il Buon Ricordo non è solo tutela della tradizione gastronomica del Bel Paese ma anche e soprattutto valorizzazione in chiave contemporanea di queste radici, l’Associazione ha deciso di ampliare il palcoscenico anche alle aziende partner – da Confagricoltura al Consorzio Franciacorta, dal Consorzio Parmigiano Reggiano a Illy Caffè, tra gli altri – perchè tutti si faccia squadra e si contribuisca a portare i sapori della ccuina italiana nel mondo.

“Da parte nostra posso dire che tutti i collaboratori del Ristoratne Foresta lavorano per creare un clima che favorisca la convivialità, il piacere di stare con gli amici e condividere bei momenti. La nostra cucina offre piatti ispirati alla tradizione trentina, spesso rivisitati in modo originale dallo chef che, per la preparazione, ama valorizzare i prodotti locali con la garanzia di qualità e di freschezza. Ci vantiamo anche di avere un’offerta di pregio per la carta dei vini con oltre 500 etichette che speriamo possano soddisfare i gusti di tutti i clienti creando i migliori abbinamenti, suggeriti e personalizzati dal nostro sommelier”.

Enico Maria Corno

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