Un campeggio ecosostenibile (e di lusso) ci salverà?

Queste sono le nuove frontiere dell’ospitalità. in futuro gli “albergatori” dovranno vendere non solo o non tanto servizi ma esperienze ed emozioni. Questa è la ragione per cui i “Tentsile Experience Camps” stanno cominciando ad avere così tanto consenso in giro per il mondo.

Le tende Tentsile sono state brevettate e ora commercializzate da una società irlandese e il loro format va ben oltre il glamping (cioè il glamour camping) che va tanto di moda di questi tempi.

Immaginate una canadese molto spaziosa (ce ne sono anche con la capienza per quattro persone) con una base triangolare: ad ogni vertice c’è una fettuccia lunga anche una ventina di metri che va legata al tronco di un albero in modo tale che la tenda, alla fine, rimanga a mezz’aria sul terreno.

Al di là della qeustione puramente tecnica, questo format ha due implicazioni successive: in primo luogo, questa tenda permettere legalmente di dormire ovunque perchè – non intaccando il suolo – non ci sarebbero vincoli di sorta. Immaginate come sarebbe fare la traversata del Lagorai, dalla Valsugana fino al Passo Rolle, dormendo comodamente in mezzo alla natura selvaggia in questo modo. La tenda ha un volume e un peso tali che può tranquillamente essere portata anche in bici. Detto ciò, provate invece ad immaginare un intero campeggio organizzato con queste tende, con tutte le strutture necessarie ma che non lasciano una sola traccia della sua presenza…

É quello che è accadutato a Vigevano…

…non troppo lontano da Milano, lungo il Ticino. La scorsa estate infatti è stato inaugurato il Nido nel Parco, il primo tensile Experience Camp italiano dove le tende “volano” a un metro da terra. Il fatto clamoroso è che il campeggio si trova all’interno del Parco Naturale della Valle del Ticino, una delle aree verdi più protette e regolamentate d’Italia in quanto Riserva della Biosfera dell’Unesco. C’è voluto tempo ma la burocrazia non ha potuto che approvarne la presenza. “A fronte di vincoli legittimamente molto restrittivi, siamo riusciti ad aprire il campeggio nel Parco Naturale e subito ha avuto ottimi riscontri sia dai turisti italiani che hanno scoperto questa area della Lombardia sia dai turisti stranieri che, atterrando nella vicina Malpensa, preferivano soggiornare nel campeggio – almeno per una notte – anzichè correre in città a Milano”, ci dice Adriano Ribera, uno dei titolari della società che importa e distribuisce le tende in Italia.

“In questo campeggio non si arriva di certo in camper nè con le proprie tende da piantare ma bisogna prenotare un pernottamento come in un albergo: ci sono a disposizione solo dieci piazzole e 24 posti letto totali, consapevolmente limitati per ridurre al massimo l’impatto ambientale. Qui tutto è ecofriendly”.

Le tende sono dotate di tutti gli accessori – dalle reti antizanzara a sistemi per il riscaldamento notturno e invernale fino alle lampade a batterie solari che diventano powerbank per ricaricare smartphone e tablet. Hanno addirittura una scaletta e una botola per rendere possibile l’accesso da sotto nel caso vengano montate ad altezze notevoli. Alle tende poi vanno aggiunti una reception, magari con un bar e una tavola calda, una struttura di servizio per bagni e docce, una zona comune con un camino e magari una serie di passerelle di legno che collegano una piazzola ad un’altra: “Ci sono Experience Camp in tutto il mondo: in Canada, negli Stati Uniti, in Costarica, come in Estremo Oriente. La prossima estate ne apriranno anche in Svizzera e, con ogni probabilità, anche uno in Alta Pusteria. E ce ne sono ben 11 nella sola Finlandia che peraltro registrano più ospiti in inverno che in estate!”, conclude Adrianio Ribera. E, a fronte del fatto che una tenda da due posti viene venduta a circa 250 euro a notte (!), va anche detto che gli Experience Camp non riescono a soddisfare le richieste! Queste speciali tende sospese, peraltro, sono già state esposte al Moma di New York, alla Cité de l’Architecture di Parigi come all’ISPO di Monaco, ricevendo numerosi premi internazionali epr il design.

Il mood è chiaro…

…provare l’esperienza di stare veramente a stretto contatto con la natura, in mezzo alla foresta, oltre i limiti a cui siamo abituati, più o meno lontano dalla civiltà: andare a letto al tramonto e svegliarsi all’alba, vedere le stelle senza alcuna forma di inquinamento luminoso, passare il tempo attorno ad un focolare a chiacchierare, ascoltare il silenzio della notte, incrociare lo sguardo di qualche animale del bosco, provare anche il piacere della vita spartana – o quantomeno più spartana del solito.

Provate ad immaginare due tipi diversi di camp che poi possono essere messi in opera con mille variazioni sul tema: un campeggio veramente wild e spartano (forse più adatto al turista del Nord Europa) e uno estremamente lussuoso e confortevole, pur senza abbadonare la sua natura e la filosofia Leave No Trace, codificata anni fa oltre oceano da una severa associazione ecologista americana.

Tutto il campeggio è facilmente smontabile nel giro di pochi minuti e non rimarrebbe alcun segno del passaggio di chi ci ha sostato. Perfino i 4 cm di corteccia che vengono a contatto con le fettucce delle tende vengono preservati da speciali protezioni che ne impediscono l’abrasione.

La soluzione per le nostre valli?

Prendetela come una provocazione: ma un Experience Camp come questo non ci starebbe proprio bene nelle nostre valli? Se la Fassa e la Val di Fiemme potessero contare su un’ospitalità di questo genere, moderna, sostenibile e molto trendy, questo aiuterebbe la qualità dell’offerta, soprattutto in un momento in cui ci si avvicina alle Olimpiadi e la domanda crescerà. Sarebbe un’ottima idea per un imprenditore che voglia massimizzare gli investimenti. Sarebbe perfetto per un impiantista che ha già un rifugio in quota e molto bosco vicino ad una seggiovia che ha già una destinazione d’uso turistica, conditio si ne qua non. Sarebbe perfetto per chi ha un albergo a 4 stelle vicino al bosco che potrebbe così aumentare il numero di posti letto spendendo un centesimo di quello che gli costerebbe tirar su una dependance. Potrebbe perfino creare un pacchetto “Natura” facendo pagare al cliente sette notti ma occupando la stanza in realtà solo per sei giorni… Pensate alle scuole che potrebbero portare le classi fuori stagione a prezzi convenzionati per far vivere ai bambini la relatà della natura.

Ne immaginiamo uno al Passo Lavazè o appena sopra Bellamonte, se non direttamente dentro al Parco di Paneveggio. Magari sui terreni della Magnifica Comunità. Una struttura del genere contribuirebbe a far dimenticare i danni della tempesta. Oppure lo vedremmo sul Monte Cauriol e all’Alpe di Pampeago, in Val Durion (non lontano dal Rifugio Micheluzzi) o in Val Contrin, a Pian Trevisan o a Pian de Schiavaneis.

E per aumentare la soddisfazione (e lo scontrino) degli ospiti, si potrebbe proporre loro numerose attività outdoor – dallo yoga sulla riva del fiume all’alba al bouldering, dai corsi di land art fino alla E-MTB e alle lezioni di massaggi ayurvedici nel bosco.

Qualcuno ci sta pensando su?

Enrico Maria Corno

 

 

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