Una capra per amico

Capre al posto di tosaerba. Questa la soluzione innovativa ed ecologica lanciata da un intraprendente allevatore di Fiemme per ripulire terreni incolti, aree abbandonate o rampe difficili da affrontare con mezzi meccanici. Giovanni Cristellon ha un rapporto tutto particolare con le sue capre che alleva dal 2014. «Ho iniziato con una coppia di passirie (razza di origine altoatesina ndr) e oggi ho una cinquantina di capi tra Ziano e Maso Toffa nel comune di Carano. In estate salgo in Val Cadino mentre in primavera e autunno faccio pascolare gli animali lungo la valle. In inverno le capre utilizzano il fieno che taglio in estate rigorosamente con la falce, come i contadini di un tempo. Le mie capre riescono a ripulire i terreni meglio di un tosaerba e si spingono anche sulle rampe dove è impossibile utilizzare mezzi meccanici. Un servizio che metto a disposizione della popolazione. Il problema è che i privati sono disposti a pagare la falciatura meccanica ma sono restii a ricompensare il servizio svolto dalle capre e dal suo pastore. C’è un esteso territorio incolto nel fondovalle che sta per trasformarsi in foresta. La tempesta Vaia dovrebbe farci riflettere sull’avvicinamento del bosco alle abitazioni, alle strade e alle linee elettriche. Le piante cadute in quell’occasione hanno 50, 60 anni. Questo significa che prima non c’erano, e quei terreni, in passato, erano oggetto di pascolo quotidiano per le capre del paese. Reintrodurre quest’usanza risolverebbe molti problemi ambientali e renderebbe produttivo l’allevamento caprino». Un tempo le capre erano una presenza normale nei nostri paesi. Oggi invece sono animali sconosciuti, spesso scambiati dagli ospiti per camosci e di cui si teme il contatto ravvicinato. «Invece sono animali empatici e mansueti» spiega Giovanni Cristellon che ama circondarsi e giocare con loro. La sua passione la veicola anche attraverso laboratori per bambini e qualche visita nel piazzale della casa di riposo di Tesero dove il papà ultranovantenne può rivivere, per qualche momento, esperienze di vita passata. La sua passione è stata trasmessa anche a tre giovani studenti: Alex (alberghiera di Tesero), Matteo (automeccanica a Bolzano) e Angelo (liceo artistico della scuola ladina) che ormai sono diventati, nel poco tempo libero a disposizione, dei validi collaboratori. In effetti restare tra questi animali che si avvicinano curiosi trasmette grande serenità. Si parla frequentemente di pet terapy ossia terapia usando animali , spesso piccoli cani. Ma anche una capretta può far dimenticare lo stress accumulato in una settimana di lavoro. Per Giovanni Cristellon i piccoli animali da allegra distrazione possono diventare una presenza che aiuta. Se andiamo a consultare antichi e moderni rimedi scopriamo che le capre sono un elemento prezioso della dietetica e della farmacopea antica e contemporanea. Oltre alla bontà risanatrice del loro latte e l’alto valore nutritivo della loro carne sembra che le capre, in particolare il maschio, sia un laboratorio chimico -farmaceutico naturale dalle inaspettate potenzialità terapeutiche. Non per nulla a Pejo e in Valsugana esiste la «stua del bec» un ambiente per incontri ravvicinati con il becco capace di stimolare le risposte immunitarie nel nostro organismo. «Non mi intendo di medicina – conclude Giovanni Cristellon – ma da quando allevo le capre non soffro più di allergia al polline».

Giberto Bonani

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