Una leggenda lunga trent’anni, domani, a Rovereto

Trent’anni, sempre sparati al massimo della velocità e dell’intensità, soprattutto durante le esibizioni dal vivo: cosa che ha trasformato il James Taylor Quartet in un autentico culto. Inevitabile (tanto per citare uno dei suoi album di maggior successo, “In The Hands Of Inevitable”, uscito nel 1995), visto che ancora oggi si tratta di uno degli show jazz-funk più incendiari e trascinanti a livello globale. Coll’organo Hammond del band leader James Taylor a fare da guida e con la precisa scelta di scegliere quasi sempre le architetture ritmiche più trascinanti e coinvolgenti – tanto che a lungo la scena dance e quella più strettamente legata alla club culture hanno flirtato con la band – quello che si ottiene ogni volta è una capacità davvero unica di coinvolgere la platea.

Capacità però che non deve mettere in ombra la raffinatezza di certe costruzioni armoniche e la qualità degli assoli, parte fondamentale dell’identità della band. Una “cognizione di causa” che non viene però mai ostentata freddamente ma che anzi, con anche un certo sense of humour, viene spesso e volentieri messa al servizio di divertite reinterpretazioni di grandi classici: da quella più ovvia (vista la contiguità stilistica) e famosa, ovvero il rifacimento della sigla del telefilm “Starsky And Hutch”, arrivando fino agli stravolgimenti – efficacissimi – di brani come “Whole Lotta Love” dei Led Zeppelin o di caposaldi delle colonne sonore cinematografiche come “Jesus Christ Superstar” o “2001 – Odissea nello spazio”.

Anzi, proprio questo elemento “cinematico” è uno dei tratti distintivi nella storia artistica del progetto. L’esordio del James Taylor Quartet si può far risalire ad un trattamento speciale riservato alla colonna sonora di “Blow Up” di Michelangelo Antonioni (il cui tema portante era firmato da Herbie Hancock), altre escursioni sono state il bizzarro rifacimento funk-soul di “Mrs. Robinson di Simon & Garfunkel (indissolubilmente legata a “Il laureato”, in origine) o l’approcciarsi al mondo di James Bond (“Goldfinger”). In una discografia lunga trent’anni e ben trentacinque album, le cover comunque sono solo una minima parte dell’arsenale sonoro della band. La scaletta delle esibizioni dal vivo varia di volta in volta, ogni sorpresa è possibile. Resta un’unica costante: l’approccio rude, diretto, senza fronzoli, violento quasi, ma al tempo stesso intriso di classe e grande competenza strumentale. Un “equilibrio degli opposti” che si ripete, senza nessuna concessione e nessuna flessione, anno dopo anno: con una costanza e una forza che ha quasi dell’innaturale. Del resto, non si diventa una band di culto assoluto a livello globale per caso.

La James Taylor Quartet si esibirà sul palcoscenico dell’Auditorium Melotti di Rovereto, giovedì 16 febbraio alle ore 21.00.Pochi i biglietti disponibili in vendita su primiallaprima.it oppure nelle Casse Rurali del Trentino, la sera dell’evento la cassa dell’Auditorium Melotti sarà aperta dalle ore 19.30.

 

 

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