Un'avventura giallo limone

Se la vita ti offre limoni… corri a raccoglierli! Questo potrebbe essere il motto di Rachele e Giada Capovilla di Capriana che, un po’ spaesate dall’esordio nel mondo “dei grandi”, hanno deciso di sfruttare al meglio i mesi dopo la maturità. Giovani, intraprendenti e anche un po’ titubanti hanno colto l’occasione per partire alla volta di una delle mete più gettonate dai ragazzi in questi ultimi anni: l’Australia.

Tutto è iniziato cinque mesi prima degli esami, quando la domanda che rimbombava nelle menti di tutti i maturandi era: “Che cosa farò dopo?”. La risposte possono essere tante ma nessuna sembrava essere quella giusta. L’estero è sempre una proposta allettante, ma serve coraggio, e Rachele si sentiva molto insicura quando il pensiero dell’Australia ha fatto capolino per la prima volta tra le mille e confuse prospettive per il futuro. È stata la cugina Giada a convincerla a partire: in due i problemi si affrontano meglio e ci si può sostenere a vicenda. Dopo essersi documentate su internet, tramite video su Youtube, e aver contattato due ragazze della valle che avevano vissuto un’esperienza simile un anno prima, hanno organizzato il viaggio e fissato la data della partenza per il 10 ottobre. Così sono partite, con uno zaino in spalla, tante aspettative, mille sogni e anche qualche dubbio. L’arrivo a Sydney è stato impattante: al confronto con Capriana sembrava di essere nel paese dei giganti. Dopo una settimana nella città più popolosa dell’Oceania, Rachele e Giada si sono trasferite sulla Gold Coast, a Surfers Paradise, per un mese e mezzo. Vivevano in un ostello assieme ad altri backpackers (viaggiatori con lo zaino) e, nonostante la lingua rappresentasse ancora un ostacolo, hanno conosciuto nuove persone. Ben presto hanno però dovuto fare i conti con la necessità di trovare un lavoro: vivere in Australia è costoso e non si può vivere di rendita per molto, così hanno cominciato a fare le pulizie nelle case di alcuni milionari, esperienza che può sembrare allettante, ma lo stipendio non lo era altrettanto. E quindi? Nuovamente zaino in spalla, questa volta direzione Brisbane, piccola sosta di una settimana tra canguri e koala, e poi di nuovo in viaggio verso Bundaberg. Qui Giada ha cominciato a raccogliere i limoni in una farm (un’azienda agricola), per poi essere raggiunta poco dopo da Rachele e altri amici.  Al di là dell’originalità dell’esperienza, le ragazze hanno valutato che, lavorando in una farm per 88 giorni, avrebbero avuto diritto a un ulteriore anno di visto e hanno colto l’occasione.

Anche a Bundaberg, però, si sono ritrovate a fare i conti un lavoro sottopagato, sotto il sole cocente. Si sono trasferite, dunque, a Lake Entrance, un paesino in Victoria a quattro ore da Melbourne, per terminare i giorni da trascorrere in farm tra un limone e l’altro. Quando gli agrumi gialli hanno cominciato a scarseggiare (anche loro hanno il “fuori stagione”) le ragazze hanno deciso di volare verso il Sud Est asiatico. “Tutti i ragazzi che vengono in Australia ci vanno prima o poi: è così vicino che non ce lo si può far scappare”, raccontano Giada e Rachele, che sono state colpite da quelle terre così povere ma ricche di persone amorevoli e gentili, gente che non ha nulla ma è capace di dare tutto. Il viaggio è durato circa un mese: due settimane tra i bei paesaggi del Vietnam, due in Cambogia e dieci giorni in Laos. La Thailandia resta ancora tra i paesi “inesplorati”, ma le ragazze sperano di poterci andare presto, perché è un vero e proprio “must”.

Per Giada e Rachele il futuro è un punto di domanda, tra l’idee da valutare c’è anche quella di trasferirsi a Melbourne, ora che il loro inglese è migliorato. Ma ormai l’incertezza del domani non le spaventa più: se la sono sempre cavata, hanno imparato molto da quest’avventura e continueranno a farlo. Hanno colto aspetti dell’Italia che non possono essere capiti se non perché contrapposti a quelli di un altro Paese. Dell’Australia apprezzano la multiculturalità, l’apertura verso chi è straniero, perché lì non importa da dove vieni, ma chi sei e cosa sei in grado di fare. “Forse – dice Rachele – l’Australia è un po’ sopravvalutata, si tende a focalizzarsi sui bei paesaggi, le spiagge, il surf, ma non mancano i problemi. L’Italia, nonostante tutto, non smette di mancarmi.”

Chiara Facchini

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